lunedì 23 maggio 2016

L' "atletica" Chiari e il Palio delle Quadre


BENVENUTI NELLA CITTA' DELLE QUADRE Questo è il cartello che mi ha accolto sabato e domenica mentre entravo a Chiari (BS) per disputare la fase regionale dei CDS (Campionati Di Società) di atletica leggera.
Incuriosito dalla scritta, presi lo smartphone per saperne di più.
Quello che ho scoperto è stata l'interessante storia dei quartieri medievali di Chiari e del settembrino Palio delle Quadre.

chiari-palio-quadre

QUALCOSA DI CHIARI mi aveva già insospettito ancor prima di notare quel cartello, colpendomi anche nelle scorse spedizioni sportive sulla locale pista di atletica.
E no, non stiamo parlando delle leggendarie (e da pochi anni scomparse) corsie a tre colori che hanno sempre attratto eppur sconvolto l'intera Fidal Lombardia.

chiari-vecchia-pista-atletica

Mi riferisco invece alla città stessa di Chiari, con la sua planimetria concentrica e i numerosi indizi del suo passato. Per non parlare poi dello stemma comunale che, inserito nel gonfalone della provincia di Brescia, ha simboli, colori e lettere che riportano indietro nel tempo (l'aquila nera su campo giallo asburgica, un "Chiari" perfettamente alla latina con il CL al posto del CHI, ecc.). 
E quindi, la prima volta che andai a Chiari mi feci un riscaldamento di corsa mooolto lungo e minuzioso, puntando verso il centro storico e tagliando per i secoli attraverso le fasce urbane concentriche fino ad arrivare al nucleo più antico del paese. 

chiari-brescia

Eppure urbanistica, Duomo, Torre civica, Piazza delle Erbe e i tanti altri angoli della città bresciana finora visti solo di sfuggita, non mi avevano ancora fatto conoscere la particolarità delle Quadre medievali di Chiari.

domenica 15 maggio 2016

Mandato all'Inferno(Run)

ANDREA O PAOLO? Chi dei due ha corso per 12 km nella bolgia di ostacoli e fango della Inferno Run svoltasi sabato scorso a Cenaia (PI)? 
Chi dei due è invece rimasto a casa, con la scusa di dover creare delle domande per un post-intervista di Folle di corsa?
Semplice.
Andrea ha corso, lottato ed è uscito vincitore, come tutti i concorrenti, dall'Inferno Run
Poi, intervistato, ha mandato all'inferno Paolo, quello "folle di corsa" che più di ogni altro avrebbe dovuto seguirlo. 

Per saperne di più sull'Inferno Run, clicca qui.



- Domanda iniziale di rito. Andrea, chi sei?
Mi chiamo Andrea, 26 anni, da Milano. Ho più o meno praticato sport sin dall'infanzia senza mai trovarne uno stabile, facendone di conseguenza i più disparati: dalla pallacanestro alla pallanuoto, passando per la ginnastica artistica e le arti marziali, chiudendo il cerchio infine con l'atletica.
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Andrea in corsa (in fondo, maglia rossa)
- Spiegaci, in base alla tua recente esperienza, cos'è l'Inferno Run.
Partendo dalla definizione classica, l'Inferno Run è una MudRace (o Obstacle Race), cioè una gara podistica in cui i partecipanti devono percorrere un determinato percorso superando tutta una serie di ostacoli naturali e non.
La definizione più "di pancia" dell'Inferno Run, invece, è che si tratti di una corsa in cui ognuno mette in gioco sé stesso sia mentalmente che fisicamente... e il tempo impiegato sarà l'ultima cosa che si andrà a controllare una volta arrivati alla fine!

- Una domanda da una sola parola. Perché?
Una risposta da due parole: perchè no?
Parlando seriamente trovo che sfide del genere siano da fare più per la soddisfazione di poter dire "sono arrivato fino alla fine" che per stabilire un proprio record incentrato su un determinato tempo o posizione in classifica.
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- Dì un po' ... eri stanco delle solite corse?
No. Non essendo mai stato un appassionato di corse lunghe, non ho partecipato ad altre manifestazioni podistiche al di fuori delle gare di atletica leggera.
Insomma, non mi sono avvicinato alle MudRun per noia oppure per cercare qualcosa di diverso dal solito, semplicemente le scoprii qualche anno fa proprio per caso e ne rimasi decisamente folgorato.

lunedì 9 maggio 2016

BDC #15: Montefiore e il Palio perduto


IL PIEDE SBAGLIATO Eh sì. Questa mattina mi sono alzato con il piede sbagliato e ora, con il capitolo numero 15 dell'eno-rubrica Botte di corsa, ho proprio voglia di fare un po' di polemica. 
E la sfortunata vittima designata del mio sfogo è Montefiore dell'Aso (AP).
La sua "colpa"? Aver sospeso già da qualche edizione il locale Palio delle Botti risalente addirittura al medioevo.

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BEVIAMOCI SU Agli inizi del 1200, Montefiore riuscì ad ergersi a libero Comune, dandosi dei propri Statuti con i quali autogovernarsi. Come spesso accadeva nelle città italiane, l'indipendenza appena conquistata fu celebrata dagli abitanti con banchetti, balli e tornei.
E tra queste sfide c'era anche la Corsa delle botti, un Palio sulla spinta dei contenitori colmi di vino per le vie del borgo.
Oltre a ricevere il tipico vessillo del Palio, la contrada vincitrice conquistava soprattutto il diritto di bere il vino delle botti degli avversari.

lunedì 2 maggio 2016

La lunga corsa della Fiamma Olimpica


VERSO RIO 2016 Accesa il 21 aprile scorso nell'antica Olimpia, la Fiamma Olimpica è già in corsa verso Rio de Janeiro.
In una staffetta di 15 settimane diretta alle XXXI Olimpiadi Moderne che, correndo per il mondo e nella storia, non poteva lasciare indifferente Folle di corsa

Per saperne di più sulla Torcia e il suo percorso, clicca qui.


DA OLIMPIA ALLE OLIMPIADI La mattina del 21 aprile, davanti ai rappresentanti del CIO (Comité International Olympique in francese o Comitato Olimpico Internazionale) e agli organizzatori di Rio 2016, nell'antica città greca ha avuto luogo la solenne accensione del Fuoco di Olimpia tra le rovine del Tempio di Hera.
L’attrice greca Katerina Lechou, vestita da sacerdotessa, ha acceso il sacro fuoco convogliando i raggi del sole in uno specchio parabolico, consegnandone poi la fiamma al primo dei 12 mila tedofori (il ginnasta greco Eleftherios Petrounias) che percorreranno i 20 mila km di strada fino al braciere olimpico di Rio 2016 e alla Cerimonia d'Apertura del 5 agosto.

Folle di corsa Rio Olimpiadi tedoforo

Tuttavia, la figura del corridore con la Teda, la fiaccola cerimoniale delle Olimpiadi, è abbastanza recente. 
Infatti, se la tradizione del braciere olimpico risale al 1928 e ai IX Giochi Olimpici moderni di Amsterdam, la cerimonia della Fiamma d'Olimpia portata dai tedofori fino alla città organizzatrice fu introdotta nell'edizione svoltasi a Berlino nel 1936.
Da sempre legato alla spettacolarità, al simbolismo e alla propaganda, il Terzo Reich ideò per la propria edizione questa staffetta per l'Europa con la Fiamma in modo da sottolineare la continuità diretta tra le antiche Olimpiadi greche e la versione nazista.

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