martedì 29 dicembre 2015

Correndo (e non solo) per la Lomellina


OLTRE LA CORSA DEI BABBI Se pensi che questo sia solo un post dedicato alla Corsa dei Babbi (Natale) di domenica 20 dicembre a Mede (PV), ti sbagli. 
Infatti, ci sarà anche un avviso per le Folle di corsa dedite alle campestri e, soprattutto, un breve spaccato di quanto può offrire la Lomellina, quel "tallone" di Lombardia compreso tra il Ticino, il Po e il Piemonte. 

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RISCALDAMENTO NATALIZIO Ma partiamo da Mede e dalla Corsa dei Babbi 2015
La manifestazione podistica non competitiva dal tema natalizio e dall'offerta libera (destinata ai Vigili del Fuoco e ai volontari del canile), si è svolta in una tarda mattinata dal clima gradevole.
Il punto di ritrovo si riempie pian piano di decine di Babbi Natale più o meno improvvisati, più o meno sportivi. Me compreso.
Nessuno si scalda, tutti sono stravacati a parlare, fare foto e mangiare. Ciascuno risparmia le forze in attesa della corsa di 4 km o della camminata da 1 e, soprattutto, in previsione della faticaccia della notte di Natale.

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Ultima foto di gruppo e si parte. Corri in direzione delle campagne, torna verso il campanile della Cronoscalinata. Vai fin dove le case si diradano, trotterella nelle vie sempre più strette e centrali di Mede.
Siamo a ranghi serrati e, nel caso di sfilacciamenti, ecco il grido "Ehi, davanti, mollate un po'!". E si ritorna compatti.
Un gruppo rosso e bianco che saluta chi guarda divertito dalla finestra, riceve gli applausi da quelli che incontra, esulta allo strombazzare natalizio di chi, in macchina, accosta e si gode quei 30 secondi di fiume barbuto.
Infine torniamo nella piazza che ci ha visti partire, per scambiarci gli ultimi auguri e piluccare una fetta di panettone o un tè caldo. Missione compiuta. 
La Corsa dei Babbi, infatti, è stata un riscaldamento, non tanto nel fisico quanto nello spirito natalizio di corridori, camminatori, pubblico e intera città di Mede.  

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AVVISO PER GENNAIO E gli Amici del 115 erano là, di fianco al gazebo presidiato dai Babbi Natale, ad offrire Vin Brulè ed aiutare, come sempre, qualcuno. 
Quattro chiacchiere prima della Corsa, quattro chiacchiere dopo e un "Ci vediamo per la campestre di Gennaio?
Boh, forse passo. Devolverei a qualcun altro una di quelle gare da lasciarci le ... scarpe. 

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Organizzata dal Comune, dall'Associazione 115 Amici dei pompieri e dall'Atletica Pavese, Domenica 24 gennaio 2016 tornerà per la quarta volta a Mede una delle campestri più Folli che ci siano, fatta di fango, fossati agricoli e una buona dose di freddo e fatica. Se ti va bene (e hai l'età giusta) finisci dopo 2 km, altrimenti la distanza da percorrere si raddoppia o si triplica. 
Una di quelle gare che, insomma, ti fanno sorridere benevolmente di tante altre corse.

IN GIRO Nel salutare Mede ed avviarmi a scoprire un po' di Lomellina, incontro una rotonda che mi indirizza verso più luoghi, vicini e lontani. Pur prendendo appunti decido, per il momento, di rimanere in quella pianura agricola dei dintorni. 

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mercoledì 16 dicembre 2015

Un regalo di corsa a Mede


CAMBIAMO UN PO' Sebbene il disputare una corsa natalizia vestito da Babbo Natale sia ormai diventata una tradizione, quest'anno voglio cambiare un po'. Ma non troppo.
Infatti, la consueta Babbo Running di Milano che aveva rappresentato una delle premesse per la creazione di Folle di corsa (vedi i post dell'anno scorso Babbo Running: istruzioni per l'uso e Dentro la Babbo Running di Milano), è stata accantonata in favore dell'ormai prossima Corsa natalizia di Mede (PV) del 20 dicembre.
E anche il tradizionale sacco di Babbo Natale, fedele seppur ingombrante compagno di corsa, verrà sostituito con un regalo, in linea con la nostra storia natalizia (se non l'hai ancora letta, vai a Un regalo per ogni runner).
Più che un cambio, quindi, è cercare di vedere le stesse cose da un altro punto di vista.
Un po' come le giornate passate in Archivio di Stato a Milano che ora, sotto Natale, si rivelano indispensabili per altri motivi. 

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MEDE, 20 DICEMBRE Domenica mattina tornerò a Mede (PV), dagli Amici del 115 (vai a A Mede una nuova casa per gli Amici del 115) e da quell'alto campanile pieno di gradini sede della Cronoscalinata (vai a Mede: cronaca di una Cronoscalinata). 
Smoking "natalizio" obbligatorio o, almeno, cappello di Babbo Natale.
Ritrovo alle 10.45 in Piazza Repubblica, partenza alle 11.30, 4 km e qualcosa di strade cittadine per tornare al punto di partenza. 
L'iscrizione sarà ad offerta libera. Il ricavato devoluto in beneficenza a favore dell'Associazione 115 amici dei Pompieri e dell'Associazione "La Cuccia" Onlus - Canile di Mede (saranno ben accette anche donazioni di cibo per cani, coperte e beni di prima necessità per gli animali). 
E, usando le parole degli organizzatori, lo spirito dell'edizione numero 5 della Corsa dei Babbi di Mede non sarà competitivo, ma goliardico e benefico: 

"Vogliamo soltanto trovarci e passare un paio d’ore insieme, fare una corsetta o 
una passeggiata, farci gli auguri di Natale e se ci riusciamo raccogliere qualche euro 
da devolvere a qualcuno che ha bisogno. [...] Si potrà correre o camminare, 
sarebbe bello fare 2 gruppi in modo da muoversi tutti insieme..." 

Per altre info, clicca qui.

mercoledì 9 dicembre 2015

Un regalo per ogni runner


SPECIAL DI NATALE Ciao, ti ho fatto attendere troppo? Forse sì. 
O forse stai attendendo qualcosa di più importante. Il Natale, per esempio. 
Eh sì, proprio quel periodo di festa e gioia a cui, però, bisogna arrivare preparati.  
E chi più di noi sa cosa vuole dire Preparazione? Siano essi obiettivi da raggiungere correndo o liste di regali da fare, ci vuole allenamento.
Ma, per i prossimi 5 minuti, non ci pensare.
Ora leggi la storia di Natale di Folle di corsa immaginandoti seduto in poltrona davanti al caminetto acceso, con la neve che scende là fuori e copre, lentamente, ogni cosa, compreso quell'albero addobbato laggiù ...

Questo è "Un regalo per ogni runner" e non solo 

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LA CORSA, CHE PASSIONE! Correva sempre, quando poteva. Bastavano solo 10 minuti, una strada, delle scarpe e un po' di inventiva. 
Gli piaceva.
Non si poteva definire un runner professionista, ma nemmeno l'ultimo arrivato. Le sue belle esperienze le aveva vissute e aveva in mente tanti nuovi progetti, ma sapeva di avere ancora molto da imparare. Per esempio, come correre d'inverno.
Prima aveva provato a vestirsi a cipolla, poi a comprare super tessuti tecnici e autoipnotizzarsi, infine si era affidato al consiglio di esperti.

EPPURE, AVEVA SEMPRE FREDDO Ogni volta che si vestiva per andare a correre nel sempre più freddo dicembre, sembrava si preparasse per una battaglia. Sceglieva con estrema cura cosa indossare e poi procedeva nella vestizione di quell'armatura lentamente, cercando di trattenere l'ansia e gli sguardi a quel gelido esterno scuro e ostile. Il divertimento era volato via insieme alle foglie autunnali, lasciando solamente un pallido sole invernale di speranza.
La speranza era che il Generale Inverno fosse un po' distratto e, almeno per un quarto d'ora, non gli scatenasse addosso le sue armate di vento pungente o intemperie ghiacciate. Certo, tessuti, consigli, esperienze avevano aiutato parecchio, ma aveva comunque freddo.  
No, non poteva andare avanti così. 
Le prime temperature sotto lo zero di dicembre, fatte di buio e alberi spettrali, piedi e mani congelati, nasi ghiacciati e occhi serrati per il freddo, gli stavano piano piano assiderando la voglia di dedicarsi alla sua passione per la corsa.

giovedì 26 novembre 2015

A Mede una nuova Casa per gli Amici del 115


ANCOR PIU' IMPORTANTE Oggi ti scrivo di un Evento con la E maiuscola, di quelli che fanno passare in secondo piano le corse, le storie e i luoghi raccontati da Folle di corsa.
Domenica 22 novembre, infatti, è stata inaugurata a Mede (PV) la nuova caserma dei Vigili del Fuoco Volontari Lomellina-Sud, cioè dell'Associazione 115 amici dei Pompieri che organizza la Cronoscalinata al Campanile (vai a Mede: cronaca di una Cronoscalinata).
E, in questa occasione così importante, io ero là a festeggiare con loro.

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L'INAUGURAZIONE Proiettata sulla campagna che deve servire, la nuova sede dei Vigili del Fuoco sorge a fianco del Campo Sportivo e della Palestra Comunale in quello che fu, fino a pochi anni fa, il Bocciodromo di Mede.
Proprio nella vicina palestra, c'è stato il primo momento della giornata inaugurale, con l'intera città riunita per la Messa. Tra i posti a sedere sul campo da gioco e le tribune gremite, si riuscivano a distinguere le fasce tricolori dei sindaci della Lomellina, le divise dei rappresentanti militari di oggi e di ieri, il gruppo nero e giallo dei Vigili del Fuoco provenienti da tutto il pavese e, infine, le associazioni civili, tra cui le pettorine dei Lions e i pantaloncini (pantaloncini!) con annesso foulard tipici degli Scout. Una menzione merita anche il crocifisso in tema, creato con due scale di legno e una manichetta antincendio.

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Finita la funzione, davanti alla caserma inizia la vera cerimonia inaugurale, con i sindaci dei 18 Comuni della Lomellina Sud sotto l'ala protettrice dei Volontari di Mede e i rappresentanti dei Lions Club che hanno contribuito al finanziamento e alla realizzazione del progetto. L'Alzabandiera sulle note dell'inno di Mameli e l'esecuzione del Silenzio per rendere omaggio ai caduti sono seguiti dai numerosi interventi e ringraziamenti, dalla presentazione del libro Non chiamateli pompieri! di Pierangelo Boccalari sui quasi 2 secoli di Vigili del Fuoco a Mede e dalla consegna di una targa ad associazioni, imprese e privati che hanno contribuito alla nuova caserma.
Poi il taglio del nastro, mentre le sirene dei mezzi dei Vigili del Fuoco impazziscono dalla gioia e, lentamente, l'enorme porta automatizzata della rimessa si apre, lasciando sempre più intravedere l'interno della caserma e la nuova Campagnola, mezzo agile ed utile su tutti i terreni.

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La nuova casa degli Amici di Mede a breve vedrà al suo interno non solo l'avvicendarsi degli attuali 25 Volontari (di cui 12 sempre reperibili), ma anche un raddoppiamento dell'organico per rispondere in modo ancora più capillare alle chiamate della Lomellina Sud e, quando necessario, per dare man forte ai colleghi della provincia di Pavia e perfino del Piemonte. Ecco il perchè di nuovi mezzi, camerate con 12 posti letto, spogliatoi, lavanderia e cucina, officina, centralino e sala riunioni.
Infine, su un pilastro un piccolo ma ben curato capitello dedicato a Santa Barbara Martire, protettrice contro fulmini e temporali, patrona di minatori, geologi, Marina Militare, Genio e di chi lavora con gli esplosivi, o li custodisce in quel luogo che da secoli viene definito Santabarbara

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Insomma, se sei a rischio di morte improvvisa per acqua, elettricità, crolli, fuoco ed esplosioni, Santa Barbara ti protegge.
E ovviamente, se ti accolli tutti questi rischi "solo" per aiutare gli altri, molto probabilmente sei un Vigile del Fuoco

martedì 17 novembre 2015

Le strade del medioevo: da Erba a Monteriggioni


METTITI LE SCARPE Quante volte ti sei sentito dire "prima di giudicarmi, indossa le mie scarpe e percorri il mio stesso sentiero"?
Beh, domenica 8 novembre te lo ha detto un Medioevo stanco di essere sopportato nei libri di scuola, facendolo con ben due "passeggiate" nella storia che si sono svolte una in Brianza e l'altra a Monteriggioni (SI).
Fossi nei tuoi panni, o come dicono in inglese "in your shoes", io continuerei a leggere per non perdermi, l'anno prossimo, la seconda edizione de La strada dei Visconti e la diciannovesima Corri sulla Francigena.

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LA STRADA DEI VISCONTI Passeggiata storica sulle antiche (forse addirittura romane) strade brianzole, La strada dei Visconti è nata proprio quest'anno con l'intenzione di creare un percorso per far conoscere un territorio ricco di piccoli gioielli storico-paesaggistici.
Quindi, questi 15 km di tranquilla camminata nell'Alta Brianza organizzati dalle Associazioni Calnach Onlus di Cremnago d'Inverigo, La Martesana di Erba e la Biblioteca di Lurago d'Erba, hanno ricalcato la via usata nel Quattrocento per condurre da Milano a Erba/Incino (CO) e alla Valassina.

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venerdì 6 novembre 2015

La Storia che attende di essere letta ... ancora meglio

Vol. II

Continua da Una Storia che attende di essere letta
Ringrazio Italia Medievale per aver rilanciato sul proprio portale questi due post.


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FOLLE DI CORSA E FONT Se pubblicare un post dedicato al cambio del font usato nel blog è una mossa a dir poco folle, creare anche un secondo capitolo sullo stesso tema sembrerebbe un vero e proprio affronto verso il lettore.
Ma Folle di corsa, sia chiaro, ha solamente preso spunto dall'episodio e dal suo stesso logo per accompagnarti in una corsa lungo i secoli nella storia della scrittura.
Ah, ti prometto che in questa seconda parte tutto sarà molto più semplice, scorrevole e leggibile.

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Divina Commedia in Cancelleresca

NELLA PUNTATA PRECEDENTE ti ho spiegato perchè ho scelto il Trebuchet, il carattere nato per catapultare le parole in rete ed essere chiaramente leggibile su schermo.
Poi, siamo passati ai Romani e alla loro scrittura che spesso, pur essendo molto chiara graficamente, è un insieme di abbreviazioni privo di punteggiatura e spazi. Il vero incubo, però, doveva ancora arrivare. 
Il primo medioevo infatti è dominato dal Particolarismo grafico, cioè tante piccole scritture divise non solo per regione europea, ma anche per città (o monastero), tempo e tipo di testo da redigere. 
Eppure, con l'arrivo della Carolina sul finire del VIII secolo, qualcosa sta per cambiare.

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UNA SCRITTURA DI TUTTI Il protagonista di questa rivoluzione è Carlo Magno.
Re dei Franchi dal 768, dei Longobardi dal 774 e imperatore del Sacro Romano Impero dal 800 al 814, egli decise di riordinare un po' di cose nel suo vasto e composito dominio, tra cui la scrittura. 
Nasce così la Carolina, che richiama il passato romano e forse ti è familiare. Estremamente rotonda, equilibrata e ariosa, ha poche abbreviazioni o legamenti tra le lettere e, qualche volta, si intravedono anche degli spazi tra le parole.

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Carolina

Lentamente, la Carolina entra in uso per contratti, leggi, codici e cronache di una Europa ormai più sicura di sé stessa dal punto di vista economico, culturale e demografico. 
Siamo entrati, per intenderci nell'epoca dei Comuni. Niente più solamente monaci solitari rinchiusi nei loro scriptorium o schivi funzionari legati a poteri superiori, ma strade piene di frati con i loro volumi di teologia e banchetti di notai intenti a redigere atti.
Questa vitalità basso medievale, porta la scrittura ad adattarsi a seconda dello scopo di chi ha in mano la penna. Così, nei sempre più articolati uffici signorili e regi nasce la Cancelleresca, dai tratti graziosi e chiari.

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Cancelleresca

sabato 31 ottobre 2015

Prizzi e il Ballo dei Diavoli. In trasferta.

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DALLA SICILIA CON FURORE Da secoli in scena a Prizzi (PA) il giorno di Pasqua, il cosiddetto Ballo dei Diavoli è un'insieme di religione, folklore e teatralità. Uno spettacolare e maldestro tentativo delle forze del Male di prevalere sul Bene, impedendo du ncontru tra Gesù Risorto e la Madonna.
Pochi giorni fa protagonista a Expo Milano 2015, il Ballo dei Diavoli sarà oggi al centro dello speciale di Halloween di Folle di corsa


LA DOMENICA DI PASQUA Visto che, infatti, spiegare le origini di Halloween oppure concentrarsi sulle tradizioni italiane legate alle ricorrenze di inizio novembre (Ognissanti e Giorno dei Morti)  mi sembrava troppo banale e prevedibile, ho scomodato quella che può assimilarsi ad una corsa paurosa.
Le origini del Ballo dei Diavoli risalgono al medioevo e ai primaverili riti ancestrali del ritorno alla vita dopo l'inverno, ripresi e cavalcati nella più importante festa Cristiana: la domenica di Pasqua.
Eppure, per le strade di Prizzi, la mattina della Resurrezione non è poi così gioiosa. 
Credendo di aver finalmente vinto sul Figlio di Dio, i due diversi tipi di Diavoli e la Morte scorrazzano nel paese festeggiando rumorosamente e braccando i poveri malcapitati che incrociano per la strada. Il prezzo per la propria libertà è molto alto e consiste in soldi o, soprattutto, dolci.

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mercoledì 28 ottobre 2015

Una Storia che attende di essere letta

Vol. I

Ringrazio Italia Medievale per aver rilanciato sul proprio portale questi due post (per il Vol. II, vai a La Storia che attende di essere letta ... ancora meglio).

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FOLLE DI CORSA E IL FONT Forse lo avrai già notato, ma Folle di corsa ha cambiato aspetto. 
Questo perchè in post, link e immagini presenti su questo sito le scritte hanno un nuovo carattere, o meglio, un nuovo font: il Trebuchet.
Scelto per la sua chiarezza di lettura, questo font sembra rappresentare il punto d'arrivo della lunga storia del modo di scrivere.
In altre parole, in questo e nel prossimo post ci sostituiremo agli omini del logo di Folle di corsa per rincorrere, attraverso i secoli, quella penna e quel filo d'inchiostro.

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Esempio di impiego della Beneventana: Cosa c'è scritto?

PER COLPIRE NEL SEGNO con questa carrellata di stili di scrittura europei, c'è proprio bisogno del Trebuchet
Il font, infatti, fu disegnato per la Microsoft nel 1996 da Vincent Connare con lo scopo di catapultare le parole in rete. E non è un caso che la parola "Trebuchet" sia il francese di Trabucco, l'enorme e potentissima arma da lancio medievale. 
Gratuito e compatibile su qualsiasi piattaforma, questo modo di scrivere ha caratteristiche che lo rendono ideale per la lettura su schermo: l'ampia spaziatura delle lettere, il loro corpo snello e l'assenza di grazie.
Quest'ultima proprietà permette al Trebuchet di far parte, insieme per esempio ad Arial, Verdana e Comic, della famiglia delle scritture sans serif, prive cioè di quei tipici allargamenti a spatola al termine dei tratti che compongono le lettere.

miniatura-trebuchetSCRITTURE PER CHI E' ABITUATO So che i guru della comunicazione informatica, preferendo altri e ben più famosi caratteri sans serif, potrebbero sorridere bonariamente della mia scelta di adottare il Trebuchet, ma a me non interessa.
La storia e il nome medievale di questo font mi hanno convinto, liberandomi da una matassa di stili diversi che, paradossalmente, avevano tutti una loro unicità simile.
Per ragioni di studio, infatti, sono abituato a ben altri modi di scrivere più antichi e problematici, non solo nell'individuazione delle lettere.

venerdì 16 ottobre 2015

Perditi a Masino come ha fatto il LabirinTeam


GIA' MI MANCA Ed eccomi qui, di fronte alla pagina bianca. 
Sì, sono qui a cercare un inizio per il nuovo post, quello in cui dovrei raccontarti della prima e fantastica esperienza di un gruppetto di corridori da labirinto che, sebbene falcidiati dal cambio di data, si sono riuniti sabato 10 ottobre al Castello e Parco di Masino a Caravino (TO) per una sfida di velocità e nervi saldi organizzata da Folle di corsa.
Eppure, non riesco a concentrarmi, perché già mi manca.
Mi manca il LabirinTeam, mi manca il labirinto di siepi, mi manca Masino.

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Se vuoi ho caricato due brevi video sulle pagine Facebook di Folle di corsa (clicca qui) e del LabirinTeam (clicca qui).


MASINO, IL CASTELLO E IL PARCO Frazione di Caravino (TO), Masino si trova in cima ad una collina morenica del Canavese. Da qui lo sguardo può spaziare sul Lago di Viverone e seguire per un lungo tratto la Dora Baltea, dal suo farsi strada tra le montagne al suo distendersi in pianura passandoti accanto.
Tuttavia, quello che per noi oggi è solamente un magnifico paesaggio da scoprire e respirare in un sabato mattina finalmente soleggiato,  per secoli è stato un ottimo punto per l'osservazione, il controllo e la difesa del Canavese e dell'intero Piemonte. 

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Come ho scritto nel post Corri nel Labirinto con noi, il Castello di Masino fu costruito nel XI secolo dai conti Valperga, discendenti da quell'Arduino d'Ivrea che a cavallo del 1000 fu il primo a fregiarsi del titolo di re d'Italia ... o meglio, di re degli Italici.
Ovviamente, questa distinzione non interessava molto ai nobili proprietari del castello che, dopo la demolizione operata dai francesi nel '500, si diedero da fare per ricostruire quanto seriamente danneggiato in forma di grandiosa residenza degna del loro prestigio e potenza. 
A Masino, infatti, storia e arte si intrecciano nelle sale, gallerie, stanze e giardini panoramici attraverso documenti, libri, stemmi, dipinti, fregi per testimoniare l'importanza e il gusto di un casato aristocratico che guardava oltre al Regno di Sardegna, in quanto imparentato con i reali di Spagna e Austria.  

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giovedì 8 ottobre 2015

Prima di correre nel Labirinto


QUESTO SABATO, FINALMENTE Posticipata di una settimana a causa del tempo capriccioso, la corsa nel Labirinto del Castello di Masino a Caravino (TO) sta finalmente per arrivare. E i componenti del LabirinTeam, in cui c'è ancora un posto libero e per entrare basta inviarmi una e-mail, non vedono l'ora che sia sabato.
Io, per ingannare l'attesa di quella data che sembra non arrivare mai, ti sto scrivendo un post con qualche informazione in più. Su alcune cose che tutti dovrebbero sapere prima di partecipare, o anche seguire, la prima corsa organizzata da Folle di corsa.
La prima ad entrare in un labirinto.

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PRIMA DI TUTTO La nostra impazienza per sabato non si concentra solamente nella voglia di primeggiare in una sfida di velocità, orientamento e nervi saldi dentro al Labirinto, con un occhio al cronometro e uno al premio in palio. 
Sì, certo, l'agonismo non mancherà e l'utilità dell'omaggio dato al vincitore è fuori di dubbio, ma il LabirinTeam attende tutta l'intera giornata di sabato 10 ottobre, dall'inizio alla fine. 
Questo perché l'esperienza da Folle di corsa a Masino sarà prima di ogni altra cosa voglia di scoprire Castello e Parco in gruppo, vivendoli al massimo tramite la visita pre-corsa. E nello stile proprio di Folle di corsa il LabirinTeam non perderà di certo l'occasione per quattro chiacchiere, tante risate e un uso "informale" dei walkie-talkie da gara, il tutto nell'arco di una giornata che, ovviamente, non ci dimenticheremo di condividere attraverso la pagina Facebook e gli hashtag di Twitter.

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STUDIARE IL LABIRINTO Da sempre, un altro fondamento di Folle di corsa è quello di sapere di non star correndo la solita corsa, vuota e fine a sé stessa. Prima di partire, quindi, è bene ripassarsi evoluzione e caratteristiche dei Labirinti.

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sabato 26 settembre 2015

Bastia Umbra vive e rivive nel suo Palio


18 - 29 SETTEMBRE In corso da una settimana, l'edizione numero 53 del Palio de San Michele di Bastia Umbra (PG) si sta ormai avvicinando al gran finale.
Eppure, anche quando l'eco della Lizza, dei Giochi, delle Sfilate e dei tanti altri aspetti della Festa Patronale si sarà spento nell'attesa del prossimo anno, la città umbra continuerà a vivere lo spirito del Palio.
Perché, in fondo, questo spirito vitale risiede nella fibra stessa di Bastia Umbra.


Per ulteriori informazioni, ti rinvio al sito del Palio (www.paliodesanmichele.it)
E la sera del 28 non perderti la diretta streaming ...


COINCIDENZE?! IO NON CREDO ... Forse penserai che io stia esagerando, ma continuando a leggere potresti capire come invenzione, evoluzione e successo del Palio de San Michele fossero già scritti nel DNA secolare, se non millenario, di Bastia Umbra.
Un primo indizio è proprio nella nuova chiesa parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo che, nel 1962, fu consacrata con giochi e festeggiamenti cittadini, dando origine al PalioEssa fu costruita a fianco dell'antica Collegiata, ereditandone la funzione di Parrocchiale.

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La continuità si riscontra anche nel periodo scelto per il Palio. Se è logico incentrare il tutto sulla ricorrenza del Santo Patrono di Bastia Umbra San Michele Arcangelo (29 settembre), meno immediata è la coincidenza che vede parte dei giorni dedicati alla moderna Festa legati a quel 17 settembre (ricorrenza delle Stigmate di San Francesco) data d'inizio, per concessione di papa Gregorio XIII nel 1581, della locale e importante Fiera annuale.
E sebbene i 4 Rioni che si disputano il Palio de San Michele (Moncioveta, Portella, San Rocco e Sant’Angelo) siano stati creati dal nulla nel 1962, essi sono orientati secondo le antiche Porte del centro storico traendo i loro nomi, simboli e colori dalla storia millenaria di Bastia Umbra. Per riscoprire queste origini e scelte nel dettaglio, ti rinvio all'interessante sezione del sito (clicca qui).

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Fin qui, però, tutto sembrerebbe proiettato all'indietro, alla creazione di un qualcosa che valorizzi il passato della città. 
Invece, il Palio de San Michele è ormai diventato Storia presente di Bastia Umbra, un elemento vivo e vitale della città comprensibile già dai Rioni stessi.
Si è infatti davanti a ben più che porzioni di abitato istituiti per pochi giorni in squadre, perché il Palio de San Michele in questo mezzo secolo ha solo mostrato chiaramente quanto era già scritto nel patrimonio genetico dei Bastioli. La lunga preparazione di tutti, la vasta partecipazione in piazza e sugli spalti, le Taverne centro di ogni Rione e l'attenzione ai dettagli lascia stupefatti.
E non pensare a Rioni "ognuno per sé" o ad un costante stato da città assediata. Sono tantissimi i dettagli che evidenziano il fine comune di Bastia Umbra, a partire proprio dal Palio 2015 che andrà al vincitore, in cui ogni Rione ha un compito diverso nel comune obiettivo di adoperarsi per la buona riuscita della Festa Patronale. 

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Poi c'è il libro dedicato ai 50 anni del Palio, una nuova rotonda da intitolare, Premi Speciali, tanta musica, eventi per i più piccoli, la pubblicazione de Il Rionale, tanto altro e... il puzzle, da quest'anno gioco del Palio consistente nell'incastonare le tessere per realizzare l'immagine degli stemmi uniti dei 4 Rioni

giovedì 17 settembre 2015

Corri nel Labirinto con noi



ATTENZIONE
causa pioggia, la Corsa nel Labirinto è stata rimandata a sabato 10 ottobre. 
Ma tutto il resto, compresa la TUA possibile partecipazione, non cambia.


CARAVINO (TO), 3 OTTOBRE 10 OTTOBRE Folle di corsa è felice di annunciarti che ha creato la sua prima corsa, alla quale potresti partecipare anche tu.
Sì, perché se sarai il più veloce a mandarmi una mail ti unirai a noi nel LabirinTeam, il primo gruppo di corridori da labirinto (al mondo?). 
Sabato 3 ottobre 10 ottobre 2015 infatti, dopo aver visitato il Castello e Parco di Masino, armati di cronometro, walkie-talkie e tanta pazienza entreremo uno alla volta nel plurisecolare labirinto di siepi cercando di essere i più veloci a raggiungerne il centro ... e ad uscirne.
Quindi #NonPerderti quest'occasione e seguici passo-passo in questa avventura.

Folle-di-corsa-labirnTeam

CASTELLO E PARCO DI MASINO Ovviamente, un ringraziamento al FAI (Fondo Ambiente Italiano) è d'obbligo sia per aver dato il benestare al progetto sia, soprattutto, per il costante impegno profuso nella conservazione e valorizzazione di questo bene.
Aspettando la visita pre-corsa per scrivere più dettagliatamente del Castello e Parco di Masino, posso però iniziare a darti qualche informazione. 
Il Castello fu costruito nel XI secolo dai Conti Valperga in una posizione strategica. Dall'alto della collina morenica che domina il Canavese, la costruzione fu dotata di alte mura e possenti torri. Nel Cinquecento i conquistatori francesi lo rasero al suolo completamente per trasformarlo in una splendida dimora signorile, poi arricchita nel XVIII secolo da decorazioni in gusto neoclassico e, nell'Ottocento, da un grandioso Parco all'inglese.
E nel Parco, si trova il labirinto di siepi, il secondo in Italia per estensione. 
Recentemente restaurato riproponendo il disegno Settecentesco rinvenuto negli archivi, è composto da 2000 carpini determinanti un percorso di poco più di un Km. Originariamente il labirinto del Parco di Masino rappresentava una sfida mistica e un divertimento per i soli nobili.

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lunedì 14 settembre 2015

BDC #11: il Palio "Innamorato" di Scandiano


UN CAPITOLO LETTERARIO L'undicesimo appuntamento con Botte di corsa, l'eno-rubrica di Folle di corsa, avrà un forte sapore letterario.
Questo perché sabato 26 e domenica 27 settembre 2015 torna per la nona volta consecutiva il Palio dell'Angelica di Scandiano (RE), dove Corsa delle Botti, eventi, incontri e rievocazioni medievali saranno vissuti in onore di Angelica, la bellissima principessa protagonista dell'Orlando Innamorato del concittadino Matteo Maria Boiardo.
A fine post, invece, vino e lettere mi consentiranno una piccola divagazione da Botte di corsa per avvisarti di una recente new-entry della sezione Un po' qui e un po' là di Folle di corsa.

palio-angelica-scandiano-programma

INNAMORATO?! NON ERA MICA FURIOSO? Povero Orlando. Da sempre integerrimo Paladino al servizio di Carlo Magno, due letterati italiani di fine Quattrocento e inizio Cinquecento prima lo hanno fatto innamorare e poi impazzire. I colpevoli furono rispettivamente Boiardo e Ariosto.
Se quest'ultimo e il suo Orlando Furioso non hanno bisogno di presentazioni, l'autore scandianese e la sua opera necessitano di qualche spiegazione in più per comprendere appieno il Palio dell'Angelica.
Matteo Maria Boiardo visse nella seconda metà del XV secolo e fu conte di Scandiano, risiedendo nell'imponente Rocca di famiglia. Grande letterato, è famoso per aver composto l'Orlando Innamorato, un poema cavalleresco e di storie d'amore dedicato a Ercole I d'Este e alla corte di Ferrara. 


Scandiano-boiardo-palio-angelica

Le mille avventure del testo si svolgono all'epoca di Carlo Magno quando Angelica, la bellissima principessa del Catai, si rivolge all'imperatore per avere aiuto contro alcuni nemici. Il Paladino Orlando, innamoratosi perdutamente, segue Angelica nel suo viaggio di ritorno in estremo oriente, difendendola e tentando inutilmente di conquistarne il cuore ... un po' come tutti.
Pubblicato per la prima volta nel 1483, il terzo e ultimo libro dell'Orlando Innamorato rimase incompiuto. Da qui, mezzo secolo dopo Ludovico Ariosto prese le mosse per il proprio poema, un celebre sequel intitolato Orlando Furioso

mercoledì 9 settembre 2015

BDC #10:San Briccio,la vendemmia e Botte di corsa


IL TEMPISMO E' appena iniziato il periodo della vendemmia e già sono in ritardo.
E Botte di corsa, l'eno-rubrica di Folle di corsa, dovrà aumentare la sua presenza sul blog per provare a rimanere dietro alle tante Corse Palii inserite nelle Feste dell'uva o del vino dedicate alla vendemmia e alla vinificazione, prevalentemente autunnali.
Tuttavia, il capitolo numero 10 di Botte di corsa non c'è l'ha fatta, essendo stato anticipato dalle botti de Vino in Corte 2015, manifestazione eno-gastronomica svoltasi a San Briccio di Lavagno (VR) dal 4 al 6 settembre.

Ecco il video-regolamento della Corsa delle Botti di San Briccio trovato su Youtube. 



BELLO EH? Non capita spesso di trovarsi davanti ad una Corsa delle Botti aperta a tutti, meno che meno presentata in modo così chiaro e accattivante. 
Ti viene quasi voglia di prendere il telefono e chiamare, messaggiare, postare, twittare fino a quando non trovi un amico con cui fare squadra a spingere la botte in una prova a cronometro divisa in due manche tra le vie di San Briccio di Lavagno. Ma ormai quello che si può fare è mettere la sveglia sul cellulare per l'anno prossimo ...

sabato 5 settembre 2015

Un giro (di corsa) in Friuli per la Festa di San Daniele


#ROADTOPROSCIUTTO Questo hashtag mi ha accompagnato durante l'estate, mentre mi avvicinavo a quella Corsa con il prosciutto crudo inserita nella Festa di San Daniele del Friuli (UD) del 29 e 30 agosto. 
Ora, prima di pensionare questa tendenza di Twitter fulcro anche del mio precedente post (vai a Keep calm and ... #RoadToProsciutto), sfruttiamola al massimo. 
Infatti, ti racconterò di quella intensa Strada verso il Prosciutto che mi ha condotto prima a girare in Friuli e poi, soprattutto, ad arrivare a San Daniele per quei 450 metri di corsa con un Crudo da 12 kg sulle spalle.

san-daniele-friuli-festa-corsa-prosciutto

FINALMENTE IN FRIULI Dopo un caldo mese d'agosto passato in pista di atletica e in palestra cercando un giusto compromesso tra resistenza, velocità e potenza con pesi e ripetute a "braccia conserte", finalmente mi sono messo in viaggio verso il Friuli Venezia Giulia. 
Non c'ero mai stato e l'impressione è stata più che positiva. Nel paio di giorni di trasferta prima della Corsa sono riuscito, nonostante l'ormai imminente sforzo mi costringesse a muovermi con il limitatore inserito, a godermi qualche scorcio del Friuli. Per non annoiarti troppo, mi concentrerò sulle sole Palmanova, Aquileia e Cividale
Palmanova è conosciuta come la città fortezza. Fondata nel 1593 dalla Serenissima per scopi difensivi all'incrocio della strada che da Venezia si dirama per Udine e Trieste, è la rappresentazione dell'Ideale rinascimentale di architettura militare (dal luglio 2017 le sue mura sono Patrimonio Unesco dell'Umanità). Una stella composta da nove punte all'esterno, un ultimo ennagono regolare di mura compatte e bastioni uncinati, una rete viaria perfettamente radiocentrica e una piazza centrale esagonale. Per gustarla appieno bisognerebbe osservarla dall'alto, ma anche da terra l'effetto è impressionante.

palmanova-udine-friuli

Patrimonio dell'umanità Unesco dal 1998, Aquileia era un'antica e importante città romana, poi distrutta da Attila e divenuta nel medioevo sede di un potente Patriarcato, per intenderci un arcivescovado cattolico di tradizione bizantina. Da vedere il complesso della Basilica, i resti romani e il museo archeologico. Sempre ad Aquileia, nel 1921 Maria Bergamas, in rappresentanza delle madri di tutti i dispersi italiani della Prima Guerra Mondiale, ebbe il doloroso compito di scegliere la salma del Milite Ignoto tra 11 bare senza nome.

aquileia-friuli

Ed arriviamo a Cividale del Friuli, una città Patrimonio dell'umanità Unesco dal 2011, parco giochi dello storico e indicativa di tutta una regione. Nata come accampamento romano sotto Cesare, con le invasioni barbariche divenne talmente importante strategicamente da dare il nome a tutto il territorio circostante (Forum Iulii divenne Friuli). Poi arrivarono i longobardi da nord-est, occupando pian piano la penisola proprio attraverso questa Porta del Friuli (e d'Italia). La "nuova gestione" cambiò volto all'abitato conquistato e iniziò a chiamarlo semplicemente Città (Civitas), da cui Cividale. Nel medioevo e con il dominio di Venezia, la città si abbellì con chiese, palazzi e un Quattrocentesco Ponte del Diavolo. Recentemente salito sul podio dei 30 ponti più belli d'Italia (vai al link), scavalca in due arcate la gola del limpido Natisone e regala un panorama di Cividale mozzafiato. 

cividale-friuli-unesco-ponte-diavolo

Quindi, a partire dal nome fino ad arrivare alla storia millenaria e alle bellezze naturali, Cividale del Friuli può essere benissimo scelta per rappresentare quanto può offrire l'intera regione.

cividale-friuli-unesco

domenica 23 agosto 2015

Keep calm and ... #RoadToProsciutto


E SE la frase di un poster di alcuni anni fa, diventata virale e modificata all'infinito, mi aiutasse ad introdurre l'ormai prossima "Corsa con il San Daniele" che dovrò correre? E se invece quel "mantieni la calma e" mi consentisse di scrivere in merito alla tensione pre-gara? E se questo post riuscisse a mettere in mezzo anche Folle di corsa ? E se ...

keep-calm-roadtoprosciutto

ALLO SPECCHIO Soprattutto negli sport individuali, che si svolgono repentinamente in un'unica fase e legati a dati oggettivi, il peso delle aspettative sulle spalle dello sportivo è molto marcato.
Dovendo far leva solamente su sé stessi, avendo a disposizione un unico tentativo ed essendo giudicati in base al crudele e incorruttibile cronometro, gli sprinter di atletica sono tra gli sportivi (ma pensa anche a nuotatori, sciatori, ecc.) più soggetti a stress da gara. 
Al 90% esso non dipende da pressioni esterne, ma è tutto autoindotto da forme esasperate di ottimismo (il desiderio di fare bene ad ogni costo) oppure da nero pessimismo ("E se ...", "non sono in forma").
In realtà è come se la gara fosse uno specchio che ti rivela (sì, proprio a te stesso e a nessun altro) chi sei realmente. E questo appuntamento con il proprio io spesso genera dubbi, ansia, perplessità.
Ovviamente, ognuno ha la sua reazione più o meno positiva, più o meno negativa.
E ogni volta io, per citare il titolo di un noto libro, speriamo che me la cavo.

martedì 11 agosto 2015

La Corsa degli Zombi: un post-apocalittico


NUOOOOOO! Sapevo che prima o poi sarebbe successo. 
Incontrare qualcosa di veramente spettacolare e per tutti, che mi facesse alzare in piedi ad applaudire entusiasta, per poi farmi crollare esanime sulla sedia appena compreso che non ci sarei potuto andare per altri impegni. Rimanendo a fissare lo schermo del computer così, con una faccia sfatta ed esprimendomi a monosillabi come uno zombie
E, infatti, di zombi (non zombie) si tratta.

corsa-degli-zombi

Visto che io non sono ancora riuscito a riprendermi dallo shock, faccio presentare a qualcun'altro la prima Zombiade.


La Corsa degli Zombi 2015
Domenica 13 settembre, presso piazza Mercato del Bestiame a Borgo a Buggiano (Pistoia), vedrà il via la prima zombie run della Toscana (la prima d'Italia organizzata su circuito cittadino) con una doppia sessione: una gara competitiva alle ore 17:00 e successivamente una gara non competitiva con partenza alle ore 18:30.
I partecipanti dovranno percorrere un circuito di 1.630 metri per un totale di 5 giri e 8,1 chilometri cercando di non farsi toccare dagli zombi che infestano il circuito e che tenteranno di lasciare la propria impronta "insanguinata" (saranno usati colori speciali, non tossici e lavabili) sui quadranti predisposti sulle apposite magliette che saranno distribuite ai corridori.

Alla corsa è possibile iscriversi sia come Umani sia come Zombi (chi non ha la possibilità di truccarsi a casa avrà a disposizione, previa prenotazione, i truccatori del contest al costo di 5 euro). Lo scopo degli umani è quello di giungere al traguardo senza essere toccati dagli zombi che non potranno correre ma tenteranno di imbrattare la maglia dei podisti per assegnare loro più penalità possibili. I corridori dovranno inoltre scoprire la postazione biomedica nascosta lungo il tracciato e recuperare l'antidoto che permetterà loro di annullare una penalità ricevuta. I corridori potranno inoltre partecipare alla gara con un travestimento cosplay e questo darà diritto ad una dose di antidoto.
borgo-buggiano-corsa zombi
Saranno premiati i primi tre classificati della corsa competitiva, il miglior zombi e il miglior truccatore in loco, oltre al vincitore "morale" della corsa non competitiva (scelto ad insindacabile giudizio dagli organizzatori). Sarà infine assegnato un premio al miglior cosplay della giornata tra i partecipanti alle due corse.
Al termine della gara sarà inoltre distribuita a tutti gli iscritti una Zombirra, la birra della Corsa degli Zombi, e saranno aperti i punti ristoro con menù dedicati a prezzi scontati: La Taverna degli Zombi e la trattoria di Piazza dei Cadaveri con menù tipici toscani, il bar presso la Pergola della Paura, la Pizzeria Come a casa ... di uno Zombie.
Regolamento completo, prezzi e modalità di iscrizione sono disponibili sul sito www.zombiadi.it (anche presso Bar Garibaldi e Taverna del Vin Vino a Borgo a Buggiano).
La Corsa degli Zombi è una manifestazione sportiva organizzata da A.S.D. Toscana Sport Avventura facente parte del progetto Zombiadi ideato da Marco Bonaccorsi e Andrea Gervasi.


Letto questo e visitato il sito www.zombiadi.it, mi sono sorte un paio di domande a cui gli organizzatori hanno gentilmente risposto ...


- Dal vostro sito: "mordervi per le strade ci sembrava troppo scontato". Ma quando siete stati contagiati dall'idea delle Zombiadi?

venerdì 7 agosto 2015

Si RIparte!


UN ANNO DOPO Come avrai notato, nell'attesa del 29 luglio 2015, sui miei canali Social ho riproposto tutti i post pubblicati su Folle di corsa tramite un bel #Rewind.
E nel giorno del primo compleanno ho scelto di farti tornare indietro, a quel Si parte! che ha dato il via a questa fantastica avventura.
Ora, ad un anno di distanza, ripartiamo da zero, anzi da uno.

folle-di-corsa-riparte

UN BAGAGLIO PER RIPARTIRE Così, si riparte, questa volta portandosi dietro il bagaglio formatosi con un anno di esperienze, feedback, primi saperi e mille domande. Diciamo che il primo anno di Folle di corsa è servito per informarsi, fare una lista di quello che serve, approntare il tutto e infilarlo nello zaino. 
Ma la gita vera e propria non è ancora iniziata.
Il progetto Folle di corsa (ideali, impegno, blog, social) ha preso in questi mesi sempre più forma e oggi, tu e io, siamo davanti ad un cantiere già ben avviato.

giovedì 30 luglio 2015

Oltre a Podio: guest-post su "The Girl with the Suitcase"


Un regalo per il primo compleanno di Folle di corsa? Un dietro le quinte della Corsa nella Bealera dell'anno scorso? Un consiglio per chi vuole vivere più o meno sportivamente il prossimo Ferragosto nel Cuneese e nelle Langhe? 
Decidi tu.

Ad un anno dall'apertura di questo blog e dalla Corsa nella Bealera di Bene Vagienna (vai a Un Ferragosto da Podio), Silvia di The Girl with the Suitcase mi ha dato la possibilità di condividere sul suo sito ciò che è stato oltre all'avventura di Podio, oltre alla fatica sportiva già raccontata.
Così, per evitare di essere troppo stringato e dover tagliare, ho chiesto a Silvia di ospitare sul suo Travel Blog questo mio post.

martedì 21 luglio 2015

BDC #9: ecco la Pentecosta Celestiniana di Corropoli


IL RITORNO Quanto tempo è passato dall'ultimo capitolo di Botte di corsa? Troppo.
Eppure, l'eno-rubrica di Folle di corsa è tornata, come sta per tornare il Ludo de le Botti di Corropoli (TE). 
Infatti, il prossimo weekend (25-26 luglio) le contrade del paese abruzzese si disputeranno il Palio de le Botti, solo un breve momento della secolare Pentecosta Celestiniana.

corropoli-teramo-ludo-botti

Per approfondire, vai a www.paliodellebotti.com

DAL MEDIOEVO AI GIORNI NOSTRI Celestino V, il protagonista dello scorso capitolo di Botte di corsa (vai a BDC #8: Celestino V e Raviscanina), ritorna ad avere un ruolo principale anche in questo post.
Prima di diventare Papa con il nome di Celestino V, Pietro da Morrone era stato un monaco che si era spinto verso una religiosità più eremitica della regola benedettina, formando un nuovo ordine monastico. Egli non solo ricevette il benestare delle autorità ecclesiastiche, ma proprio per questa sua idea di cristianesimo fu quasi costretto ad assumere il vertice della Chiesa del Duecento (e forse anche a rinunciare dichiarandosi inadeguato).
Ritornando ai monaci Celestini, con il passare del tempo essi si moltiplicarono fondando monasteri soprattutto in Italia. Amati e rispettati, nel 1497 il duca e la duchessa di Corropoli cedettero loro la vicina Abbazia di Santa Maria di Mejulano, sorta intorno al 1000 ma da decenni in declino.

corropoli-abbazia-mejulano

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