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Guanzate, il Viale Sacro e il "portare rispetto"

 

LUOGHI E RIFLESSIONI

Scappando di corsa da una calda domenica di fine luglio, ho trovato per caso un luogo dove NON si può correre.

O meglio, nei pressi del lungo Viale Sacro del Santuario della Beata Vergine di San Lorenzo di Guanzate (CO) i numerosi cartelli recitavano solo di “Portare Rispetto”.

Una cosa buona e giusta, che tuttavia mi ha fatto riflettere sui principi di Folle di corsa e del rendere omaggio. 

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IL SANTUARIO DI GUANZATE

Avevo deciso che quella domenica di fine luglio sarebbe stata di avventura e scrittura.

L’intenzione era di allontanarmi dall’afa della città in una gita con lo scopo di creare un racconto per un concorso che sarebbe scaduto a breve. Da buon Folle, non feci alcun itinerario ma iniziai a girovagare a zonzo senza metà in direzione nord.

Guida che ti guida, mi accorsi di dovermi godere almeno un po’ della mattinata prima che si scatenasse l’inferno. In effetti, il bianco lattiginoso del cielo stava lasciando il post ad una sequela di bassi nuvoloni grigi. Sempre più vicini e minacciosi.

Vidi allora un parcheggio, una complesso edificio dai tratti plurisecolari e l’indicazione Santuario della Beata Vergine di San Lorenzo. Così mi fermai.

Su un sito probabilmente già venerato in epoca pagana, il luogo di culto custodisce un miracoloso affresco della Madonna del Latte risalente al Quattrocento. Nel XVII secolo sono state poi aggiunte nuove cappelle, il campanile e il lungo Viale Sacro che collega il Santuario al centro storico di Guanzate


IL VIALE SACRO

Devo ammettere che, arrivando da una via traversa e trovando la chiesa chiusa, mi sono concentrato subito sul Viale.

Il Viale Sacro del Santuario è un nastro d’erba rettilineo di 320 metri, largo 10 ed intervallato dalle 14 edicole della Via Crucis. Allontanandosi dall’edificio, sale dolcemente accentuando la pendenza in prossimità dell’ingresso ai piedi della collina del centro di Guanzate.

Risalente al XVII secolo, è stato curato e abbellito in diverse epoche fino ad avere l’aspetto che ha oggi. Dopo i quattro pilastri con le statue dei profeti Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele (i quattr’oman” della tradizione), il percorso erboso fila rapido e infinito verso il Santuario. Su un lato, una lunghissima siepe collega le imponenti edicole affrescate.

Guanzate-Santuario-Viale-Sacro

Non siamo su un Sacro Monte con le cappelle che costellano un sentiero che sale a zig zag e nemmeno davanti ai lunghi Viali delle Rimembranze che tagliano molte delle nostre città. A Guanzate abbiamo entrambe le caratteristiche, un imponente rettilineo legato alla religiosità sacra.

Un monumento scenografico ma anche carico di significati, tanto da far posizionare nei diversi punti strategici dei cartelli scritti a mano con le raccomandazioni del caso.

Viale Sacro. No cani, no bivacchi. Portare rispetto


PRESS F TO PAY RESPECT

Se l’hai capita, scrivi una F nei commenti (poi puoi aggiungere altro, ovviamente).Ti meriti una F anche se non l’hai capita.

La lettera dell’alfabeto è una citazione ad un videogioco di alcuni anni fa che ormai è diventata meme, entrando nel linguaggio comune soprattutto dei più giovani. In un momento drammatico della partita, il giocatore veniva invitato a premere il tasto F per portare rispetto, o meglio, rendere omaggio alla tomba di un commilitone.

press-f-portare-rispetto

Detto questo, il “portare rispetto” dei cartelli di Guanzate deve essere letto sì come l’ imposizione negativa del “non fare”, ma anche come il “Rendere Omaggio” e cioè del “fare qualcosa”.  Tutto sommato, il concetto è lo stesso: portarti a capire che quel luogo non è comune, ma speciale.

Ecco quindi che abbiamo i minuti di silenzio, le salve di cannone, gli abiti da cerimonia, le feste, chi esce dal campo o chi torna in pista. Ognuno dimostra quanto ci tiene in maniera differente, a seconda del contesto e della persona. In un’apparenza forzata o estremizzata che non è vuota o fine a sé stessa, ma un richiamo all’attenzione.

Esattamente come una parte scritta in grassetto in un testo. O una corsa tradizionale.

 

CORRERE O NON CORRERE?

Ed eccoci qui, davanti al Santuario di Guanzate. Con la mezza idea di rendere omaggio” con una corsa o rimanere composto per “portare rispetto” come prevede il cartello.

Dopo tutte queste spiegazioni ti aspetteresti che io mi sia messo a correre, pronto ad argomentare quanto quello sia un modo di Folle di corsa di dare importanza al luogo. Ma non l’ho fatto.

Viale-sacro-guanzate

Non era né il tempo, né il luogo. E soprattutto non ero nemmeno la persona adatta per prendere quella decisione.

Perché la scelta di come “portare rispetto” la fa chi vive, protegge e mantiene quel luogo. Si può omaggiare con una tavolata, una corsa, una camminata o una preghiera. Si può fare con il misticismo o con la goliardia, con il silenzio o il rumore.

E’ da qui che nascono tutte le centinaia di manifestazioni folkloristiche e tradizionali presenti in Folle di corsa. Si sviluppano in primis dal rispetto e dall’omaggio, da una cura che diventa esaltazione.

Ma che parte da chi in realtà potrebbe avere tutto il diritto di dare importanza in altre forme. Sicuramente non da chi si è trovato una domenica, per puro caso, a scoprire il Santuario di Guanzate.

 


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