sabato 26 settembre 2015

Bastia Umbra vive e rivive nel suo Palio


18 - 29 SETTEMBRE In corso da una settimana, l'edizione numero 53 del Palio de San Michele di Bastia Umbra (PG) si sta ormai avvicinando al gran finale.
Eppure, anche quando l'eco della Lizza, dei Giochi, delle Sfilate e dei tanti altri aspetti della Festa Patronale si sarà spento nell'attesa del prossimo anno, la città umbra continuerà a vivere lo spirito del Palio.
Perché, in fondo, questo spirito vitale risiede nella fibra stessa di Bastia Umbra.


Per ulteriori informazioni, ti rinvio al sito del Palio (www.paliodesanmichele.it)
E la sera del 28 non perderti la diretta streaming ...


COINCIDENZE?! IO NON CREDO ... Forse penserai che io stia esagerando, ma continuando a leggere potresti capire come invenzione, evoluzione e successo del Palio de San Michele fossero già scritti nel DNA secolare, se non millenario, di Bastia Umbra.
Un primo indizio è proprio nella nuova chiesa parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo che, nel 1962, fu consacrata con giochi e festeggiamenti cittadini, dando origine al PalioEssa fu costruita a fianco dell'antica Collegiata, ereditandone la funzione di Parrocchiale.

bastia-umbra

La continuità si riscontra anche nel periodo scelto per il Palio. Se è logico incentrare il tutto sulla ricorrenza del Santo Patrono di Bastia Umbra San Michele Arcangelo (29 settembre), meno immediata è la coincidenza che vede parte dei giorni dedicati alla moderna Festa legati a quel 17 settembre (ricorrenza delle Stigmate di San Francesco) data d'inizio, per concessione di papa Gregorio XIII nel 1581, della locale e importante Fiera annuale.
E sebbene i 4 Rioni che si disputano il Palio de San Michele (Moncioveta, Portella, San Rocco e Sant’Angelo) siano stati creati dal nulla nel 1962, essi sono orientati secondo le antiche Porte del centro storico traendo i loro nomi, simboli e colori dalla storia millenaria di Bastia Umbra. Per riscoprire queste origini e scelte nel dettaglio, ti rinvio all'interessante sezione del sito (clicca qui).

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Fin qui, però, tutto sembrerebbe proiettato all'indietro, alla creazione di un qualcosa che valorizzi il passato della città. 
Invece, il Palio de San Michele è ormai diventato Storia presente di Bastia Umbra, un elemento vivo e vitale della città comprensibile già dai Rioni stessi.
Si è infatti davanti a ben più che porzioni di abitato istituiti per pochi giorni in squadre, perché il Palio de San Michele in questo mezzo secolo ha solo mostrato chiaramente quanto era già scritto nel patrimonio genetico dei Bastioli. La lunga preparazione di tutti, la vasta partecipazione in piazza e sugli spalti, le Taverne centro di ogni Rione e l'attenzione ai dettagli lascia stupefatti.
E non pensare a Rioni "ognuno per sé" o ad un costante stato da città assediata. Sono tantissimi i dettagli che evidenziano il fine comune di Bastia Umbra, a partire proprio dal Palio 2015 che andrà al vincitore, in cui ogni Rione ha un compito diverso nel comune obiettivo di adoperarsi per la buona riuscita della Festa Patronale. 

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Poi c'è il libro dedicato ai 50 anni del Palio, una nuova rotonda da intitolare, Premi Speciali, tanta musica, eventi per i più piccoli, la pubblicazione de Il Rionale, tanto altro e... il puzzle, da quest'anno gioco del Palio consistente nell'incastonare le tessere per realizzare l'immagine degli stemmi uniti dei 4 Rioni

giovedì 17 settembre 2015

Corri nel Labirinto con noi



ATTENZIONE
causa pioggia, la Corsa nel Labirinto è stata rimandata a sabato 10 ottobre. 
Ma tutto il resto, compresa la TUA possibile partecipazione, non cambia.


CARAVINO (TO), 3 OTTOBRE 10 OTTOBRE Folle di corsa è felice di annunciarti che ha creato la sua prima corsa, alla quale potresti partecipare anche tu.
Sì, perché se sarai il più veloce a mandarmi una mail ti unirai a noi nel LabirinTeam, il primo gruppo di corridori da labirinto (al mondo?). 
Sabato 3 ottobre 10 ottobre 2015 infatti, dopo aver visitato il Castello e Parco di Masino, armati di cronometro, walkie-talkie e tanta pazienza entreremo uno alla volta nel plurisecolare labirinto di siepi cercando di essere i più veloci a raggiungerne il centro ... e ad uscirne.
Quindi #NonPerderti quest'occasione e seguici passo-passo in questa avventura.

Folle-di-corsa-labirnTeam

CASTELLO E PARCO DI MASINO Ovviamente, un ringraziamento al FAI (Fondo Ambiente Italiano) è d'obbligo sia per aver dato il benestare al progetto sia, soprattutto, per il costante impegno profuso nella conservazione e valorizzazione di questo bene.
Aspettando la visita pre-corsa per scrivere più dettagliatamente del Castello e Parco di Masino, posso però iniziare a darti qualche informazione. 
Il Castello fu costruito nel XI secolo dai Conti Valperga in una posizione strategica. Dall'alto della collina morenica che domina il Canavese, la costruzione fu dotata di alte mura e possenti torri. Nel Cinquecento i conquistatori francesi lo rasero al suolo completamente per trasformarlo in una splendida dimora signorile, poi arricchita nel XVIII secolo da decorazioni in gusto neoclassico e, nell'Ottocento, da un grandioso Parco all'inglese.
E nel Parco, si trova il labirinto di siepi, il secondo in Italia per estensione. 
Recentemente restaurato riproponendo il disegno Settecentesco rinvenuto negli archivi, è composto da 2000 carpini determinanti un percorso di poco più di un Km. Originariamente il labirinto del Parco di Masino rappresentava una sfida mistica e un divertimento per i soli nobili.

Castello-parco-labirinto-Masino-Caravino

lunedì 14 settembre 2015

BDC #11: il Palio "Innamorato" di Scandiano


UN CAPITOLO LETTERARIO L'undicesimo appuntamento con Botte di corsa, l'eno-rubrica di Folle di corsa, avrà un forte sapore letterario.
Questo perché sabato 26 e domenica 27 settembre 2015 torna per la nona volta consecutiva il Palio dell'Angelica di Scandiano (RE), dove Corsa delle Botti, eventi, incontri e rievocazioni medievali saranno vissuti in onore di Angelica, la bellissima principessa protagonista dell'Orlando Innamorato del concittadino Matteo Maria Boiardo.
A fine post, invece, vino e lettere mi consentiranno una piccola divagazione da Botte di corsa per avvisarti di una recente new-entry della sezione Un po' qui e un po' là di Folle di corsa.

palio-angelica-scandiano-programma

INNAMORATO?! NON ERA MICA FURIOSO? Povero Orlando. Da sempre integerrimo Paladino al servizio di Carlo Magno, due letterati italiani di fine Quattrocento e inizio Cinquecento prima lo hanno fatto innamorare e poi impazzire. I colpevoli furono rispettivamente Boiardo e Ariosto.
Se quest'ultimo e il suo Orlando Furioso non hanno bisogno di presentazioni, l'autore scandianese e la sua opera necessitano di qualche spiegazione in più per comprendere appieno il Palio dell'Angelica.
Matteo Maria Boiardo visse nella seconda metà del XV secolo e fu conte di Scandiano, risiedendo nell'imponente Rocca di famiglia. Grande letterato, è famoso per aver composto l'Orlando Innamorato, un poema cavalleresco e di storie d'amore dedicato a Ercole I d'Este e alla corte di Ferrara. 


Scandiano-boiardo-palio-angelica

Le mille avventure del testo si svolgono all'epoca di Carlo Magno quando Angelica, la bellissima principessa del Catai, si rivolge all'imperatore per avere aiuto contro alcuni nemici. Il Paladino Orlando, innamoratosi perdutamente, segue Angelica nel suo viaggio di ritorno in estremo oriente, difendendola e tentando inutilmente di conquistarne il cuore ... un po' come tutti.
Pubblicato per la prima volta nel 1483, il terzo e ultimo libro dell'Orlando Innamorato rimase incompiuto. Da qui, mezzo secolo dopo Ludovico Ariosto prese le mosse per il proprio poema, un celebre sequel intitolato Orlando Furioso

mercoledì 9 settembre 2015

BDC #10:San Briccio,la vendemmia e Botte di corsa


IL TEMPISMO E' appena iniziato il periodo della vendemmia e già sono in ritardo.
E Botte di corsa, l'eno-rubrica di Folle di corsa, dovrà aumentare la sua presenza sul blog per provare a rimanere dietro alle tante Corse Palii inserite nelle Feste dell'uva o del vino dedicate alla vendemmia e alla vinificazione, prevalentemente autunnali.
Tuttavia, il capitolo numero 10 di Botte di corsa non c'è l'ha fatta, essendo stato anticipato dalle botti de Vino in Corte 2015, manifestazione eno-gastronomica svoltasi a San Briccio di Lavagno (VR) dal 4 al 6 settembre.

Ecco il video-regolamento della Corsa delle Botti di San Briccio trovato su Youtube. 



BELLO EH? Non capita spesso di trovarsi davanti ad una Corsa delle Botti aperta a tutti, meno che meno presentata in modo così chiaro e accattivante. 
Ti viene quasi voglia di prendere il telefono e chiamare, messaggiare, postare, twittare fino a quando non trovi un amico con cui fare squadra a spingere la botte in una prova a cronometro divisa in due manche tra le vie di San Briccio di Lavagno. Ma ormai quello che si può fare è mettere la sveglia sul cellulare per l'anno prossimo ...

sabato 5 settembre 2015

Un giro (di corsa) in Friuli per la Festa di San Daniele


#ROADTOPROSCIUTTO Questo hashtag mi ha accompagnato durante l'estate, mentre mi avvicinavo a quella Corsa con il prosciutto crudo inserita nella Festa di San Daniele del Friuli (UD) del 29 e 30 agosto. 
Ora, prima di pensionare questa tendenza di Twitter fulcro anche del mio precedente post (vai a Keep calm and ... #RoadToProsciutto), sfruttiamola al massimo. 
Infatti, ti racconterò di quella intensa Strada verso il Prosciutto che mi ha condotto prima a girare in Friuli e poi, soprattutto, ad arrivare a San Daniele per quei 450 metri di corsa con un Crudo da 12 kg sulle spalle.

san-daniele-friuli-festa-corsa-prosciutto

FINALMENTE IN FRIULI Dopo un caldo mese d'agosto passato in pista di atletica e in palestra cercando un giusto compromesso tra resistenza, velocità e potenza con pesi e ripetute a "braccia conserte", finalmente mi sono messo in viaggio verso il Friuli Venezia Giulia. 
Non c'ero mai stato e l'impressione è stata più che positiva. Nel paio di giorni di trasferta prima della Corsa sono riuscito, nonostante l'ormai imminente sforzo mi costringesse a muovermi con il limitatore inserito, a godermi qualche scorcio del Friuli. Per non annoiarti troppo, mi concentrerò sulle sole Palmanova, Aquileia e Cividale
Palmanova è conosciuta come la città fortezza. Fondata nel 1593 dalla Serenissima per scopi difensivi all'incrocio della strada che da Venezia si dirama per Udine e Trieste, è la rappresentazione dell'Ideale rinascimentale di architettura militare (dal luglio 2017 le sue mura sono Patrimonio Unesco dell'Umanità). Una stella composta da nove punte all'esterno, un ultimo ennagono regolare di mura compatte e bastioni uncinati, una rete viaria perfettamente radiocentrica e una piazza centrale esagonale. Per gustarla appieno bisognerebbe osservarla dall'alto, ma anche da terra l'effetto è impressionante.

palmanova-udine-friuli

Patrimonio dell'umanità Unesco dal 1998, Aquileia era un'antica e importante città romana, poi distrutta da Attila e divenuta nel medioevo sede di un potente Patriarcato, per intenderci un arcivescovado cattolico di tradizione bizantina. Da vedere il complesso della Basilica, i resti romani e il museo archeologico. Sempre ad Aquileia, nel 1921 Maria Bergamas, in rappresentanza delle madri di tutti i dispersi italiani della Prima Guerra Mondiale, ebbe il doloroso compito di scegliere la salma del Milite Ignoto tra 11 bare senza nome.

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Ed arriviamo a Cividale del Friuli, una città Patrimonio dell'umanità Unesco dal 2011, parco giochi dello storico e indicativa di tutta una regione. Nata come accampamento romano sotto Cesare, con le invasioni barbariche divenne talmente importante strategicamente da dare il nome a tutto il territorio circostante (Forum Iulii divenne Friuli). Poi arrivarono i longobardi da nord-est, occupando pian piano la penisola proprio attraverso questa Porta del Friuli (e d'Italia). La "nuova gestione" cambiò volto all'abitato conquistato e iniziò a chiamarlo semplicemente Città (Civitas), da cui Cividale. Nel medioevo e con il dominio di Venezia, la città si abbellì con chiese, palazzi e un Quattrocentesco Ponte del Diavolo. Recentemente salito sul podio dei 30 ponti più belli d'Italia (vai al link), scavalca in due arcate la gola del limpido Natisone e regala un panorama di Cividale mozzafiato. 

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Quindi, a partire dal nome fino ad arrivare alla storia millenaria e alle bellezze naturali, Cividale del Friuli può essere benissimo scelta per rappresentare quanto può offrire l'intera regione.

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