venerdì 30 gennaio 2015

Col SACCO che corro!


LE CORSE NEI SACCHI Semplici, universali, tradizionali e molto, molto divertenti. Le migliaia di corse nei sacchi in Italia e nel resto del mondo sono le manifestazioni ideali di Folle di corsa.
Purtroppo, proprio gli stessi elementi che hanno consacrato queste corse saltellanti, ne hanno impedito il completo sviluppo, bloccandole prima di far raggiungere loro una certa maturità o indipendenza. 

corsa-con-sacchi

MAI DA SOLA Già, perché una corsa nei sacchi non arriva mai da sola.
Sebbene abbia cercato in lungo e in largo (ma se sei a conoscenza di qualche eccezione non esitare a farmela notare) non ho trovato traccia di corse nei sacchi fini a sé stesse, che fossero cioè il main event di qualche manifestazione tradizionale.
Diversamente da molte delle corse trattate in questo sito, non si assiste alla nascita o allo svilupparsi di quella serie di tradizioni e tipicità tali da far monopolizzare alla corsa coi sacchi l'evento che la contiene. Perché?
A mio parere, le motivazioni sono da ricercare nella storia millenaria e nell'estrema semplicità delle corse nei sacchi, un fortunato binomio che le ha sì diffuse dappertutto, ma che al contempo le ha quasi rese banali, senza alcun carattere di unicità a differenziarle tra loro.
Così, rimanendo nel cuore della gente ma non potendo vantare grandi spiegazioni, ricorrenze storiche o curiose varianti autoctone, chi prima e chi dopo ha deciso di sopperire a questa standardizzazione unendo le corse nei sacchi ad altri giochi o sport popolari simili, nella speranza che l'unione facesse la forza.
Questa mossa si è rivelata vincente, perché ha creato e continua a creare innumerevoli manifestazioni sportive tradizionali di successo.

sabato 24 gennaio 2015

Gandino scommette nella Corsa delle uova


CORRIDORI VS RACCOGLITORI Sono più di 80 anni che, arrivata l'estate, a Gandino (BG) ci si pone sempre la stessa domanda: arriverà prima chi percorrerà 12 km di corsa o chi dovrà raccogliere le 100 uova poste ad un metro di distanza l'una dall'altra?
La risposta si avrà solo la sera del venerdì precedente la prima domenica di luglio dopo la Corsa de öf, un'antica scommessa valorizzata in modo straordinario della città bergamasca.

Clicca qui per vedere un breve documentario sulla Corsa delle uova

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DAL 1931 Era il 19 marzo e Gandino celebrava la festa di S. Giuseppe.
I due diciottenni Renzo Archetti e Giovanni Bonazzi si sbafavano con voracità il pranzo a base di öf e scamuscì (uova e germogli d'insalata) messo in tavola dalla madre del secondo. Quest'ultima, visto l'appetito dei due giovani, scherzò dicendo che avrebbero almeno dovuto provare a guadagnarsi in qualche modo quel cibo prezioso.
In modi che non conosciamo, la battuta degenerò in scommessa. Giovanni avrebbe dovuto raccogliere - una alla volta facendo la spola - le 100 uova poste ad un metro di distanza tra loro posizionate tra la fontana di piazza Vittorio Veneto e la chiesa di Santa Croce. Renzo, invece, avrebbe dovuto correre il tragitto andata e ritorno fino al passaggio a livello di Fiorano al Serio, dove passava il treno che egli utilizzava per andare a lavorare. Ognuno dei due era convinto di impiegare meno tempo dell'altro.
Il più veloce fu Renzo Archetti, il corridore. L'anno dopo, fu ancora lui ad aggiudicarsi la rivincita.
Con diversi protagonisti, questa sfida fu riproposta negli anni '50, anche se con modalità spesso diverse dalle originali.
Dal 1981, l'Atalanta Club Valgandino decise di riportare in auge la manifestazione, riproponendola nello scenario originale e dandole la data dell'antivigilia della prima domenica di luglio (festa patronale dedicata ai SS. Quirino, Ponziano, Valentino e Flaviano).
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sabato 17 gennaio 2015

Le Batterie di San Severo



UNA DEVOZIONE ESPLOSIVA Ecco il nostro test di Rorschach, le nostre macchie da psicologo alle quali devi attribuire un significato.
In Folle di corsa e nella Festa del Soccorso di San Severo (FG) vedi solo stranezze e pazzia? Male. Delle giornate a cavallo della terza domenica di maggio io vedo soprattutto la devozione delle folle, delle migliaia di sanseveresi accorsi ad onorare la loro patrona.
E ogni rione dedica alla Madonna nera una batteria (serie di ritmati e coloratissimi fuochi pirotecnici a terra), in cui tanti devoti particolari, i fujenti, vi si buttano a capofitto. 
Per correrci accanto e dimostrare la loro fede.



FESTA DEL SOCCORSO Eppure, prima di così tante attenzioni, la statua della Madonna nera del Soccorso giunse a San Severo in punta di piedi. 
Arrivò in città nel XVI secolo, grazie agli Agostiniani. Il suo culto però stentò a decollare, forse a causa del comprensibile spazio dedicato ai locali patroni San Severo Vescovo e San Severino Abate. Poi, nel corso del Settecento, fu portata in processione per i campi e fece terminare una grave siccità. Da allora conquistò i cuori di San Severo, che le dedicarono sempre più spazio, fino ad elevarla a co-patrona e ad onorarla con la Festa del Soccorso.
La vigilia della terza domenica di maggio, la statua della Madonna è riccamente vestita, ingioiellata, incoronata e posta sopra ad una preziosa portantina. Il mattino seguente, tra due ali di folla e in spalla alle varie confraternite, escono dalla Cattedrale le statue degli angeli, di San Severino Abate, di San Severo Vescovo e, infine, la Madonna del Soccorso.
La processione dura 6 ore, percorrendo le vie del centro storico e l'intero anello viario che ricalca le antiche mura medievali, ormai scomparse. In ciascun rione la Madonna si ferma per assistere alla batteria organizzata dal quartiere, ad ogni corsa dei fujenti. E questa costante alternanza di calma della processione e caos delle batterie torna il giorno dopo, lunedì, in modo da poter toccare tutti i 23 rioni e godersi ogni singola batteria di fuochi.

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sabato 10 gennaio 2015

BDC #4: Avellino e il Palio della Botte


QUARTO CAPITOLO Il nuovo appuntamento della rubrica Botte di corsa sarà incentrato sul Palio della Botte di Avellino. Tramite un'asta di ferro ricurva, ogni 12 agosto le sette contrade avellinesi spingono la loro botte verso la vittoria, in una corsa dal sapore antico.


DAL 1998 (MENO 4 SECOLI) Fu don Emilio Carbone a far rivivere le gare Cinquecentesche, istituendo il moderno Palio della Botte nel 1998.
Si narra che la prima corsa delle botti si svolse nella seconda metà del XVI secolo. Essa fu il modo del popolo di salutare l'arrivo ad Avellino dei Principi Caracciolo e celebrare il contemporaneo ritrovamento di un affresco raffigurante la Madonna di Costantinopoli.
E qua ritorna in scena il fondatore della manifestazione odierna, parroco proprio della Chiesa di S. Maria di Costantinopoli, affacciata sul percorso del Palio e in vista dell'arrivo, la fontana di Bellerofonte.

sabato 3 gennaio 2015

Il Palio che infiamma Tarcento


L'EPIFANIA FRIULANA Inizia l'anno e finisce il periodo natalizio. Ed ecco arrivare l'Epifania Friulana, un ottimo modo non solo per aprire il 2015 in grande stile a Tarcento (UD), ma anche su Folle di corsa.
In questa città, infatti, domenica 4 gennaio si correrà il Palio dei Pignarulârs, spettacolare corsa con carretti infuocati.


87a EDIZIONE Sissignore, hai letto e visto bene. Eppure è tutta l'Epifania Friulana ad avere il fuoco come filo conduttore.
Creata nel 1928, la festa di Tarcento punta a rilanciare la tradizione contadina dei falò epifanici, originariamente legati ai riti pagani di inizio anno.
I vari momenti dell'appuntamento tarcentino sono scanditi dalla figura del Vecchio Venerandodepositario della sapienza popolare e personificazione dell'anziano del paese. Egli dà inizio all'Epifania accendendo il Fogolâr (simbolo dell'alare domestico e della tradizione friulana) dal quale attingeranno i costruttori delle cataste dei falò, o Pignarulârs, di ogni frazione e borgata tarcentina. Dopo che il fiume di fiaccole, costumi e attrezzi della civiltà contadina ha attraversato il centro storico di Tarcento, è l'ora del Palio dei Pignarulârs. Ma l'Epifania Friulana non è che all'inizio.
Bisogna, per esempio, conferire il Premio Epifania, onorificenza di così ampio respiro e levatura da essere considerata il cavalierato del Friuli.
Inoltre, mostre, mercatini, spettacoli di sbandieratori, canti e danze popolari riscaldano l'atmosfera in attesa del giorno dell'Epifania, in cui vi sarà il consueto corteo storico Trecentesco composto da figuranti provenienti dai castelli della regione. Le loro rappresentazioni faranno da sfondo alle antiche storie di Tarcento raccontate dal Vecchio Venerando.

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Una volta terminato, l'illustre narratore guiderà tutto il paese verso la collina di Coia e il Cjscjelàt, quanto resta del castello Frangipane dopo il terremoto del 1511. Là accenderà il Pignarûl Grant e trarrà gli auspici per il 2015.
Se il fumo piegherà verso ovest vi sarà miseria, se invece andrà ad est sarà un anno di abbondanza.
Clicca qui per vedere un breve documentario sull'Epifania Friulana

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