mercoledì 24 febbraio 2016

BDC #13: il Palio del Cuoio di San Miniato


FUORI TEMA Dopo i tanti ragionamenti fatti sul 12 (vai a BDC #12: la dozzina di corse di Montemurlo), ora che sono alle prese con l'appuntamento numero 13 è meglio stare zitto. 
No, niente paura o superstizione legate a quel venerdì 13 del 1307 "macabro" per i Templari. 
Semplicemente, c'è già il concreto rischio che il nuovo capitolo di Botte di corsa possa essere troppo fuori tema, non rispondere pienamente cioè ai requisiti dell'eno-rubrica di Folle di corsa
Di eno, infatti, l'estivo Palio del Cuoio di Ponte a Egola, frazione di San Miniato (PI), ha ben poco.
Ma le botti rotolanti, per fortuna, ci sono eccome.

Per vedere il video del Palio del Cuoio 2013, clicca qui

palio-cuoio-ponte-egola-san-miniato


PELLE, TANNINO, CUOIO Prima di occuparci del Palio, bisogna fare un breve excursus nella storia e nel metodo di fabbricazione del cuoio. 
Innanzitutto, questo materiale accompagna l'uomo da sempre, fin dalla preistoria e da quei nostri lontani antenati che usavano le pelli degli animali cacciati per tenersi caldi. 
Purtroppo però essi dovevano cambiarle molto spesso in quanto, essendo materiale organico, deperivano velocemente. 
Tuttavia gli uomini scoprirono ben presto che lasciando queste pelli vicino ad un fuoco fatto di foglie e legno fresco, la loro durata aumentava sensibilmente. Un giorno, poi, il nostro cavernicolo dimenticò la sua pelle in un'acqua piena di foglie e rami, ritrovandosela marrone e ormai "mummificata".

cuoio

Nasceva il cuoio, una pelle animale senza più data di scadenza, resistente, facilmente lavorabile e termoisolante. 
Se nel caso della pelle affumicata si parla di Concia alle aldeidi, il secondo metodo a base di acqua si chiama Concia al vegetale e sfrutta i tannini. 
Questa sostanza idrosolubile è presente in concentrazioni variabili nelle diverse piante e riesce a bloccare il deperimento della pelle animale in modo naturale, con un semplice lavaggio.
Se quindi qualsiasi liquido acquoso basato su vegetali contiene una frazione di tannini, questo significa che sono anche nel vino. Per i somelier, infatti, i tannini sono una caratteristica "astringente" da controllare nel succo dell'uva.

cuoio

Ora, ciò non vuole dire che per creare del cuoio fai-da-te basti immergere la pelle nel vino, ma almeno permette a questo capitolo di Botte di corsa di non essere troppo fuori tema ...

mercoledì 17 febbraio 2016

Corsa nella Bealera 2015: La versione di Stefano


GIRO DI BOA Metà di febbraio. Sono passati 6 mesi dalla Corsa nella Bealera di Ferragosto 2015. 
E altrettanti ne mancano per tornare a Podio, frazione di Bene Vagienna (CN), e immergersi nella corrente del canale agricolo per correre come quegli accaldati operai delle fornaci di inizio Novecento.
Siamo quindi al giro di boa, nell'istante in cui il passato del l'ho fatta diventa il futuro del la rifarò
Quale modo migliore di sottolineare il momento se non con un post sulla rievocazione storica del 2015? 
Questa volta lascerò raccontare la Corsa dello scorso agosto ad un amico di Folle di corsa, alla sua prima esperienza nel canale.
Eccoti la Corsa nella Bealera 2015.
Ecco la versione di Stefano.

corsa-nella-bealera-versione-di-stefano


- Stefano presentati. Qualche parola su di te, sul tuo curriculum sportivo e sul motivo che ti ha spinto a correre nella Bealera di Podio.
Mi chiamo Stefano, ho 20 anni, studio Scienze Motorie, sono un amico di Paolo e suo compagno ad atletica. Il mio background (la parola mi è stata suggerita) sportivo è infatti questo, la corsa.
Forse mi conoscete già per aver fatto parte del LabirinTeam, la Corsa nel Labirinto del Castello di Masino (vai a Perditi a Masino come ha fatto il LabirinTeam), ma la mia prima esperienza con Folle di corsa è stata proprio la Corsa nella Bealera di Podio.
Cosa mi ha spinto a farla? Curiosità, penso ...

- Ti siedi sul manto erboso della riva e immergi i piedi nella Bealera. Cosa pensi in questo momento? 
Allora, tutto inizia con un Ferragosto che non è stato dei migliori. Freddo e piovoso.
Quindi, metto i piedi nella Bealera e sento che l'acqua è gelida, con un bel po' di corrente. Per prima cosa penso "Dannazione! Perchè mi sono fatto convincere? In che cosa mi sono cacciato?", poi ho visto gli stessi dubbi sul volto di chi doveva correre con me.
Allora ci siamo fatti forza e ci siamo buttati.

- Esci dall'acqua, stremato. Tra gli abitanti di Podio ...
Cosa intendi? Sai, io ho fatto batteria e finale ... [maledetto! (ndr)] Beh, nel primo caso, eravamo all'inizio e non c'era ancora moltissimo tifo, ma con la finale tutto è cambiato.
Nonostante sia arrivato ultimo, non mi aspettavo questa grande attenzione e supporto!
Complimenti, pacche sulle spalle, chiacchierate, risate. 
  

domenica 7 febbraio 2016

Lo strano banner del dottor Jones e di Mr Ace


ALTRO CHE POST, questo è semplicemente un banner.
Dopo Pont-Saint-Martin, il Carnevale "romano" e la Corsa delle Bighe, ti meriti un qualcosa di rilassante, leggero, defaticante.
Concentrati quindi sul banner qua in alto, su quell'immagine che trovi come copertina del sito e dei miei canali social di Folle di corsa, e stammi a sentire.
Ti proporrò delle riflessioni, alcuni avvisi e due occasioni per vedermi su un palco. 
In due diverse versioni.

banner-folle-di-corsa-indiana-jones-ace-ventura

ACE VS INDIANA Ma partiamo da quel fotogramma finale del film Ace Ventura - Missione Africa preso come banner di Folle di corsa e copertina dei vari social, che una parte di me vorrebbe cambiare con la fuga di Indiana Jones all'inizio de I predatori dell'arca perduta.
Beh, cosa cambia? Niente, tutto.
In fin dei conti, cambiando solo il protagonista della medesima scenetta divertente, i molteplici significati di Folle di corsa e dello slogan "Seguimi. Letteralmente" non subirebbero variazioni.

indiana-jones-banner

Ciò che cambia, invece, è il modo di interpretare Folle di corsa: si dovrebbe propendere per il lato più "sportivo" e scalmanato, idealizzato dall'Ace Ventura di Jim Carrey, oppure per il più "storico" e accademico professor Henry "Indiana" Jones Jr.? 
La risposta esatta non esiste, come non esiste il banner giusto.
In Folle di corsa, infatti, coesistono contemporaneamente queste due nature, un po' come nel protagonista de "Lo strano caso del dottor Jekyll e di Mr. Hyde" di R. L. Stevenson.
Nel nostro caso, perlomeno, non esiste una parte buona e una cattiva. 

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