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Prima di correre nel Labirinto


  QUESTO SABATO, FINALMENTE Posticipata di una settimana a causa del tempo capriccioso, la corsa nel Labirinto del Castello di Masino a Caravino (TO) sta finalmente per arrivare. E i componenti del LabirinTeam, in cui c'è ancora un posto libero e per entrare basta inviarmi una e-mail, non vedono l'ora che sia sabato.
Io, per ingannare l'attesa di quella data che sembra non arrivare mai, ti sto scrivendo un post con qualche informazione in più. Su alcune cose che tutti dovrebbero sapere prima di partecipare, o anche seguire, la prima corsa organizzata da Folle di corsa.
La prima ad entrare in un labirinto.

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  PRIMA DI TUTTO La nostra impazienza per sabato non si concentra solamente nella voglia di primeggiare in una sfida di velocità, orientamento e nervi saldi dentro al Labirinto, con un occhio al cronometro e uno al premio in palio. 
Sì, certo, l'agonismo non mancherà e l'utilità dell'omaggio dato al vincitore è fuori di dubbio, ma il LabirinTeam attende tutta l'intera giornata di sabato 10 ottobre, dall'inizio alla fine. 
Questo perché l'esperienza da Folle di corsa a Masino sarà prima di ogni altra cosa voglia di scoprire Castello e Parco in gruppo, vivendoli al massimo tramite la visita pre-corsa. E nello stile proprio di Folle di corsa il LabirinTeam non perderà di certo l'occasione per quattro chiacchiere, tante risate e un uso "informale" dei walkie-talkie da gara, il tutto nell'arco di una giornata che, ovviamente, non ci dimenticheremo di condividere attraverso la pagina Facebook e gli hashtag di Twitter.

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  STUDIARE IL LABIRINTO Da sempre, un altro fondamento di Folle di corsa è quello di sapere di non star correndo la solita corsa, vuota e fine a sé stessa. Prima di partire, quindi, è bene ripassarsi evoluzione e caratteristiche dei Labirinti.

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Tutto sembrerebbe partire dalla Creta di almeno 3000 anni fa, da quel grandioso Palazzo reale di Cnosso talmente intricato da far creare agli antichi greci succubi della potenza cretese la leggenda del Minotauro
Uomo dalla testa di toro, egli era nato da un toro e da Pasifae per punire l'affronto che il marito e re di Creta Minosse, figlio di Zeus ed Europa, aveva fatto a Poseidone. Il mostro fu rinchiuso all'interno del Palazzo in un complicatissimo sistema di cunicoli e corridoi progettati da Dedalo e suo figlio Icaro che, proprio a causa  di questo, furono tenuti prigionieri da Minosse nella paura che potessero rivelare i segreti della costruzione. Eppure, realizzando delle ali fatte di cera e piume, Padre e figlio scapparono da Creta (uno dei due tuttavia osò volare troppo vicino al sole ...). 
Nel frattempo, come vendetta per l'assassinio del figlio da parte di Ateniesi troppo invidiosi delle qualità del ragazzo, Minosse impose con la forza alla città colpevole un tributo annuo di 7 vergini e 7 giovani da dare in pasto al Minotauro. Una volta addentratisi nel mastodontico sistema di Cnosso, nessuno riusciva a trovarne la via d'uscita ed essi finivano inevitabilmente nelle fauci del mostro.
Tutto questo fino all'arrivo di Teseo che, con l'aiuto del gomitolo donato dalla principessa di Creta Arianna, riuscì a sconfiggere il Minotauro e tornare soprattutto sui suoi passi per guadagnare l'uscita.

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Eppure, nell'antichità classica il labirinto era inteso come composto da una unica via, molto lunga ma senza biforcazioni o vicoli ciechi.
Sempre a un solo percorso, i labirinti medievali avevano fini più mistici rispetto ai bisogni concreti di difesa e imponenza attribuiti dai greci e dai romani. Infatti, se in Scandinavia tali opere servivano a imprigionarvi dentro gli spiriti maligni, sui pavimenti delle chiese di tutta Europa il labirinto rappresentava un vero e proprio micro pellegrinaggio, cioè il lungo e tortuoso percorso che un fedele doveva compiere per raggiungere la Città di Dio sita nel centro. 

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Nel Sei-Settecento, i labirinti scompaiono dalle chiese per entrare nei giardini nobiliari. Il motivo è che ora sono visti come strumenti perversi, pieni di significati eccentrici e, soprattutto, luoghi ideali per incontri e giochi amorosi.
Poi arriva la filosofia, il cinema, gli algoritmi di risoluzione, la cultura, il turismo ... 
E, infine, lo sport
Un nuovo capitolo nella storia dei Labirinti, che attende solamente il LabirinTeam e sabato 10 ottobre per essere scritto. 

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RICORDA, NON BISOGNA ESSERE ATLETI PROFESSIONISTI PER SEGUIRE LE ORME DI FOLLE DI CORSA.
BASTA INFORMARSI, EVITARE DI LANCIARSI IN IMPRESE AL DI SOPRA DELLE PROPRIE CAPACITA' E RICORDARE DI PREPARARSI ADEGUATAMENTE ALL'EVENTO CON QUALCHE ALLENAMENTO SPECIFICO ....