giovedì 30 luglio 2015

Oltre a Podio: guest-post su "The Girl with the Suitcase"


Un regalo per il primo compleanno di Folle di corsa? Un dietro le quinte della Corsa nella Bealera dell'anno scorso? Un consiglio per chi vuole vivere più o meno sportivamente il prossimo Ferragosto nel Cuneese e nelle Langhe? 
Decidi tu.

Ad un anno dall'apertura di questo blog e dalla Corsa nella Bealera di Bene Vagienna (vai a Un Ferragosto da Podio), Silvia di The Girl with the Suitcase mi ha dato la possibilità di condividere sul suo sito ciò che è stato oltre all'avventura di Podio, oltre alla fatica sportiva già raccontata.
Così, per evitare di essere troppo stringato e dover tagliare, ho chiesto a Silvia di ospitare sul suo Travel Blog questo mio post.

martedì 21 luglio 2015

BDC #9: ecco la Pentecosta Celestiniana di Corropoli


IL RITORNO Quanto tempo è passato dall'ultimo capitolo di Botte di corsa? Troppo.
Eppure, l'eno-rubrica di Folle di corsa è tornata, come sta per tornare il Ludo de le Botti di Corropoli (TE). 
Infatti, il prossimo weekend (25-26 luglio) le contrade del paese abruzzese si disputeranno il Palio de le Botti, solo un breve momento della secolare Pentecosta Celestiniana.

corropoli-teramo-ludo-botti

Per approfondire, vai a www.paliodellebotti.com

DAL MEDIOEVO AI GIORNI NOSTRI Celestino V, il protagonista dello scorso capitolo di Botte di corsa (vai a BDC #8: Celestino V e Raviscanina), ritorna ad avere un ruolo principale anche in questo post.
Prima di diventare Papa con il nome di Celestino V, Pietro da Morrone era stato un monaco che si era spinto verso una religiosità più eremitica della regola benedettina, formando un nuovo ordine monastico. Egli non solo ricevette il benestare delle autorità ecclesiastiche, ma proprio per questa sua idea di cristianesimo fu quasi costretto ad assumere il vertice della Chiesa del Duecento (e forse anche a rinunciare dichiarandosi inadeguato).
Ritornando ai monaci Celestini, con il passare del tempo essi si moltiplicarono fondando monasteri soprattutto in Italia. Amati e rispettati, nel 1497 il duca e la duchessa di Corropoli cedettero loro la vicina Abbazia di Santa Maria di Mejulano, sorta intorno al 1000 ma da decenni in declino.

corropoli-abbazia-mejulano

mercoledì 8 luglio 2015

Altri frammenti della Festa dei Ceri di Gubbio

Vol. II


festa-ceri-gubbio

#CERIAGUBBIO ? E rieccoci qua, alle prese con la Festa dei Ceri di Gubbio (PG) che, per la sua storia secolare e complessità cerimoniale, dovrebbe richiedere più di due post su Folle di corsa.
Se nel Vol. I (vai a Primi frammenti sulla Festa dei Ceri di Gubbio) ti ho descritto la Festa, la processione e i Ceri, in questa parte mi occuperò della Corsa vera e propria, di come l'ho vissuta seguendo lo streaming della sera del 15 maggio.
Ma ciò che ho visto non sono stati altro che frammenti della Festa dei Ceri di Gubbio, un qualcosa che deve essere per forza vissuto dal vivo per essere compreso fino in fondo. 
Quindi, ho ancora bisogno del tuo aiuto ... #CeriAGubbio?
  
Clicca qui per la registrazione della diretta serale del 15 maggio

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VIA CH'ECCOLI! Pomeriggio. L'Alzata è ormai solo un lontano ricordo della mattinata. Dopo la processione per le vie di Gubbio che permette ai ceraioli di organizzare le mute (i cambi per chi porta il Cero), c'è la benedizione del vescovo e la partenza data dai Capitani dell'anno precedente. 
Via ch'eccoli! (occhio che arrivano!)
La corsa inizia, ma non è una gara. I Ceri non si potranno mai superarsi e l'ordine dovrà sempre essere Sant'Ubaldo, San Giorgio, Sant'Antonio. Se qualche Cero cade, gli altri si fermano per aspettarlo.
Ma non è una passeggiata. I ceraioli corrono a tutta birra, senza curarsi di strade strette, salite e discese, sterzate o le pericolose e improvvise pendute dei Ceri che fanno sfiorare alle statue dei santi i muri delle case.
La corsa è divisa in 4 tratti, per un totale di 4 km e 300 metri. Tra questi tratti, il primo è uno dei più difficili, perché sono 650 metri tutti in discesa. Dopo un lungo secondo tratto che arriva fino in Piazza Grande, il terzo vede due momenti molto spettacolari: le girate (o birate) e i buchetti. Le girate sono tre veloci giri dei Ceri attorno al Pennone della Piazza Grande per rendere omaggio alle autorità cittadine, mentre i buchetti sono due strettissime strade in salita incassate tra le mura che non consentono l'utilizzo nemmeno dei braccieri.
Questo tratto finisce alla Porta di Sant'Ubaldo, punto di partenza per la successiva scalata del Monte Ingino.

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