giovedì 18 giugno 2015

Napoleone e una corsa in slitta di 200 anni fa


L'ULTIMO VOLO DELL'AQUILA Il 18 giugno 1815, i campi di Waterloo (Belgio) vedevano la sconfitta definitiva della Francia di Napoleone Bonaparte. A 200 anni esatti da quel momento decisivo per le sorti del condottiero corso, dell'Impero Francese e dell'intera Europa, nessuno ha ancora capito fino in fondo la sua figura: figlio o traditore della Rivoluzione Francese? Uomo nuovo o dalla mentalità antica? 
Se quella di Napoleone fu vera gloria, i posteri non l'hanno ancora capito (cit.).
Oggi, senza andare troppo fuori tema, Folle di corsa vuole aiutarti a capire un po' di più, cercando di farti entrare in questo dibattito un po' più "allenato", già temprato da notizie che pochi conoscono sul vero Napoleone.
Ti scriverò del diario segretamente tenuto da chi accompagnò Napoleone nella sua folle corsa in slitta per l'Europa congelata del dicembre 1812, cercando di arrivare a Parigi prima della notizia della disfatta francese in Russia. Ed eravamo ancora prima di Lipsia, dell'Elba, dei Cento Giorni e di Waterloo. 
Eccoti In islitta con l'imperatore di Caulaincourt e, a fine post, una sorpresa

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CAULAINCOURT, IL TESTIMONE Se ti sembra lungo il nome di Armand Augustin Louis de Caulaincourt, aspetta di sentirne le cariche ... Generale e aiutante di campo dell'imperatore, Grande Scudiero di Napoleone, Duca di Vicenza, ambasciatore presso la corte degli Zar, responsabile delle Poste Imperiali, 2 volte Ministro degli Esteri (da Lipsia alla prima abdicazione di Napoleone e nei Cento Giorni). 
Caulaincourt aveva tentato fin da subito di dissuadere Napoleone dall'attaccare la Russia, ma aveva sempre seguito e sostenuto le scelte del suo imperatore. Infatti, fu tra gli ultimi a lasciare Bonaparte nella sua prima caduta e uno dei primi a tornare durante i Cento Giorni. E si impegnò diplomaticamente anche quando tutto era perduto.
Un uomo super-fidato, quindi, quello che organizzò il segreto ritorno a Parigi di Napoleone dal fronte russo, dove le truppe in ritirata erano ormai allo sbando. Napoleone riteneva che dalla capitale avrebbe potuto coordinare al meglio l'esercito e bloccare sul nascere qualsiasi conseguenza della disfatta sulle rive della Senna (pochi mesi prima un pazzo aveva diffuso la notizia della morte di Napoleone, scatenando nella città e nei palazzi del potere un'isteria di massa).
Per aiutare tutti i francesi da Parigi, Napoleone aveva bisogno soprattutto dell'autorità di Caulaincourt come addetto alle Poste Imperiali per 3 motivi: ritardare le notizie destinate ad arrivare in Francia, permettere a Bonaparte un viaggio veloce e sicuro, consentire all'imperatore di ricevere dispacci e inviare ordini anche durante il viaggio.
Napoleone, eppure, non poteva sapere che Caulaincourt si appuntava in segreto di quelle giornate indimenticabili passate ad assistere il proprio imperatore.

caulaincourt-napoleone

lunedì 15 giugno 2015

Primi frammenti sulla Festa dei Ceri di Gubbio

Vol. I 

Questa è solo la prima parte di un ben più corposo post che avevo intenzione di pubblicare a metà maggio. Eppure mi sono reso conto che, per spiegarti il tutto e rendere la lettura più scorrevole, avrei dovuto tagliare troppo e sminuire questa antichissima e straordinaria manifestazione.
Quindi, ho deciso di fare due post sulla Festa dei Ceri di Gubbio.
Eccoti la prima parte. 

festa-ceri-gubbio

#CERIAGUBBIO? Ho studiato su internet, seguito lo streaming, condiviso su twitter ... ma non ero pronto a quello che ho visto.
La Festa dei Ceri di Gubbio (PG) che si svolge da secoli ogni anno il 15 maggio non è solo una corsa di tre enormi Ceri per una città stracolma di gente osannante, portati ognuno a spalla da una famiglia di ceraioli devoti ai tre santi posti in cima. Ma e' molto, molto di più. 
Un qualcosa di straordinario che nemmeno Folle di corsa può spiegare, raccontare e valorizzare in tutte le sue sfaccettature.
Così, pur provando a inserire in questo post qualche frammento della Festa dei Ceri, ho bisogno più che mai di aiuto ... tu #CeriAGubbio? Raccontalo.

Per approfondire, vai a www.ceri.it
In più, ti segnalo anche il post su Luoghi da vedere

festa-ceri-gubbio-girate

I CERI E LA FESTA Risalendo indietro nei secoli e tralasciando (ahimè!) le innumerevoli e interessantissime testimonianze scritte di età medievale, moderna e contemporanea, la Festa dei Ceri è dedicata a Sant'Ubaldo Baldassini, patrono di Gubbio e vescovo della città morto nel 1160.
Sembra che proprio da quell'anno iniziò la solenne tradizione di omaggiare le sante spoglie con una devota processione di eugubini, una grande Luminaria di candelotti di cera da farsi nella vigilia della morte del santo. Tale corteo di ogni 15 maggio, dal 1194 si spinse oltre le mura della città per raggiungere il Monte Ingino e quella Basilica divenuta luogo di devozione per il corpo incorrotto di Sant'Ubaldo. 
I ceri erano offerti dalle corporazioni medievali delle Arti e dei Mestieri. Presto divennero però tanto voluminosi da renderne difficile il trasporto e, verso la fine del XVI secolo, furono sostituiti con tre strutture di legno. Queste tre architetture minuziosamente lavorate e più volte ricostruite senza sostanziali modifiche, sono alte circa 5 metri e pesano 260 kg, fissate su una barella e hanno ognuno sulla sommità un santo rappresentativo di una parte di Gubbio. 

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A Sant'Ubaldo, protettore della città e dell'Arte dei muratori, corrisponde una famiglia di ceraioli (portatori del Cero) caratterizzata dal colore giallo. Il blu è destinato a San Giorgio, rappresentante i commercianti. Infine, in nero, i ceraioli "contadini" sostengono Sant'Antonio Abate.

mercoledì 10 giugno 2015

"Il mondo a tavola" e un post lungo 2,2 km


COME FACCIO a far stare dentro un post tutto quello che è successo lo scorso 2 giugno a Rho per "Il mondo a tavola"? Come raccontare un'impresa straordinaria, propria degli organizzatori e di un'intera cittadinanza? 
Beh, io ti racconto quello che ho visto e ho vissuto percorrendo la tovaglia più lunga del mondo, augurando a tutti i 4500 commensali Buon Appetito.
Se vuoi aggiungere, correggere o farmi semplicemente sapere cosa ne pensi, scrivimelo qua sotto nei commenti.


I PREPARATIVI Ti ricordo che la mia partecipazione non era stata lanciata così, a caso. Sono orgoglioso di dire che ci ho messo la faccia, il cuore e ... le gambe.
Se ti avevo già reso partecipe del mio intento di diffondere i temi di Expo Milano 2015 utilizzando il Buon Appetito (vai a L'appetito vien correndo (e augurandolo)), forse non ti ho detto esplicitamente quanto ci tenessi alla buona riuscita dell'intera manifestazione. Ho infatti seguito passo-passo l'intera iniziativa, con un unico rammarico: probabilmente avrei potuto far parte dei volontari, dando una mano vera e propria. Ma sul blog, sui social e in giro nel mondo reale mi sono dato da fare, cercando di aiutare a divulgare e far conoscere quello straordinario successo che poi è stato Il mondo a tavola.
Con il senno di poi, quel successo si sarebbe già potuto intuire dal giorno prima quando, con un boom di vendite impressionante, i biglietti per i posti a tavola finirono all'incirca a mezzogiorno, lasciando 24 ore di potenziali commensali last-minutemangiarsi le mani e chiedere a sé stessi perché non si erano attivati precedentemente.

rho-mondo-tavola-citterio

Commensali o meno, la tarda sera del primo giugno il Corso Europa a Rho era invaso per una volta da persone, non da veicoli. Tutti lì, sotto la minaccia di vicini lampi e tuoni mai concretizzatisi in pioggia, ad assistere e fare il tifo per chi in pochissimo tempo aveva già posizionato le centinaia di tavoli, panche, transenne e ora procedeva agli ultimi ritocchi.
Nemmeno il tempo di dormire e veniva stesa la tovaglia di più di 2 km in qualcosa come mezz'ora. Alle 7,07 infatti veniva dato l'annuncio ufficiale della buona riuscita dell'operazione tramite social.
Il più era fatto. Bisognava "solo" montare la decina di sovrappassi, organizzarsi per il pranzo, far ufficializzare il record e dare il via alle danze.

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