lunedì 27 aprile 2015

BDC #8: Celestino V e Raviscanina


A SETTEMBRE Il capitolo numero 8 di Botte di corsa si soffermerà sul Palio di Celestino V di Raviscanina (CE) in cui la Corsa delle botti è solo uno dei tanti momenti di quest'evento settembrino.

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IL PAPA Il Palio di Celestino V omaggia il più grande cittadino che il centro casertano abbia mai avuto, cioè il religioso Pietro Angelerio (detto da Morrone) divenuto pontefice nell'ultimo decennio del XIII secolo.
Infatti, sembrerebbe che proprio in questo luogo sia nato nel primo quarto del 1200 colui che, quinto pontefice a scegliere il nome Celestino, divenne famoso soprattutto per la rinuncia al soglio pontificio pilotata, forse, da chi poi ne prese il posto, cioè il ben più intransigente e caparbio Bonifacio VIII. 
E Celestino, proprio per queste sue dimissioni, viene considerato il candidato ideale - insieme a Ponzio Pilato - per rappresentare al meglio quell'ombra che fece per viltade il gran rifiuto scorta da Dante Alighieri all'Inferno (Divina Commedia, Inferno, Canto III).

domenica 19 aprile 2015

Tornano i 4444 scalini della ChronosCalà


VALSTAGNA, 1° MAGGIO A Valstagna (VI), il primo maggio tornerà la ChronosCalà, edizione numero 2.
Quella che può già essere considerata la Regina delle cronoscalinate, ti porterà (insieme alla tua dolce metà) dal Brenta su su fino a Chiesa di Sasso sull'Altopiano di Asiago tramite i 4444 scalini medievali della geniale Calà del Sasso.
Io, intanto, memore della mia esperienza un po' più tranquilla, inizio a prepararmi per l'anno prossimo.

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LUNGA, ANTICA, INTELLIGENTE (E ROMANTICA) 2 km e mezzo, 4444 gradini e un dislivello di circa 700 metri.
La Calà del Sasso è la scalinata aperta al pubblico più lunga del mondo e fu costruita dagli asiaghesi nella seconda metà del XIV secolo per trasportare il legname dall'Altopiano giù fino al Brenta, evitando scomodi pedaggi. Infatti, Calà deriva proprio da calata e fin dal nome mostra come i tronchi di legno venissero fatti scendere dalle montagne, arrivassero a Valstagna e, tramite il fiume, raggiungessero l'Arsenale di Venezia dove avrebbero continuato a navigare, questa volta in mare.
I 4422 gradini, ai quali pochi decenni dopo se ne aggiunsero 22 alla base, furono costruiti con alzata e lunghezza regolare, in contro-pendenza per evitare scivoloni in caso di tempo avverso. E non è tutto: accanto ai larghi e comodi scalini una canalina permetteva di trascinare agevolmente il legname anche nei ripidi tornanti.
Pienamente utilizzata fino al XVIII secolo, la Calà del Sasso è pian piano diventata a doppio senso, utilizzata come via di comunicazione pedonale e per i commerci a dorso di mulo.

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domenica 5 aprile 2015

Post-mangiata: la Torta di Oleggio


LA CORSA DELLA TORTA Il giorno di Pasqua, da più di 500 anni, c'è chi si trattiene dall'abbuffarsi a tavola o abbandona il suo posto di combattimento prima dell'ultima portata, riservandosi però uno spazio per la Torta di Oleggio (NO) e la sua Corsa.
Il pomeriggio di Pasqua, infatti, nella città piemontese arriva il momento più importante della Corsa della Torta che, dopo la versione destinata a veterani e ragazzi, vedrà correre nelle strade del centro i celibi dei Quartieri e Cantoni per vincere il Palio e, soprattutto, la tipica "Focaccia di formento".
Eccoti il video dell'edizione del 2009


DAL 1447 (ALMENO) La prima attestazione della Corsa risale al 1447 quando, nel documento di infeudazione del borgo di Oleggio, si riporta che essa è un privilegio locale da rispettare e tutelare.
Ci troviamo quindi davanti al fatto compiuto, ad un evento già pienamente formato e legittimato da aver ribattezzato - almeno fin dagli inizi del XV secolo - un terreno subito fuori dalle fortificazioni di Oleggio, il cosiddetto Prato della Torta. Ed è su questo luogo extra-cittadino che si inserisce la leggenda.
Si racconta che un esercito volesse depredare l'abitato. Incontrata però un'ostinata difesa che nemmeno un lungo assedio aveva potuto scalfire, gli stranieri decisero di sfidare la città ad una gara di corsa. Gli assedianti avrebbero vinto la città, mentre la vittoria dei corridori di Oleggio avrebbe significato la rinuncia al tentativo di conquista.
Fu nella terra di nessuno, in un prato proprio sotto alle mura che resistono ancora oggi, che gli oleggesi vinsero la loro libertà.
Certe, invece, le notizie in merito alla Corsa della Torta tra XVI e XVII secolo. Si correva il Lunedì dell'Angelo e spesso dava vita a processi per le liti tra i concorrenti.
Ma vincitori e vinti non erano i soli ad infiammarsi: il 6 gennaio 1896 il sindaco di Oleggio difese strenuamente questa tradizione contro chi avrebbe voluto abolirla.
Dal 1970, la Corsa della Torta ha assunto il carattere di un Palio, dove a sfidarsi sono Quartieri (le diverse zone del borgo) e Cantoni (le frazioni).

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