sabato 27 dicembre 2014

BDC #3: i 12 Sabati (e fatiche) di Dro


IL VOTO, LA FESTA, IL PALIO Ad un mese di distanza da BDC #2, ecco il terzo capitolo di Botte di corsa, l'eno-rubrica di Folle di corsa. Questo nuovo appuntamento sarà dedicato all'impegnativo Palio delle botti di Dro (TN), vera e propria Fatica inserita nell'annuale rievocazione dello storico Voto di S. Abbondio (o dei 12 Sabati).

botte-di-corsa-3-dro-12-sabati

31 GENNAIO 1632 E' appena passato il flagello della peste Manzoniana, quella del 1630. La magnifica Comunità di Dro e Ceniga decide di lodare Dio ed i Santi Sebastiano e Rocco (protettori contro le epidemie) per essere statti conservatti illesi et liberi dalla peste con un voto, sotto forma di patto pubblico giuridicamente vincolante.
Strano? Forse per noi contemporanei, ma all'epoca (e dire che si era nella parabola discendente di tale prassi) perfettamente normale in una società profondamente devota e, soprattutto, che ricorreva al notaio per qualsiasi evenienza. 
Ed ecco ciò che venne sottoscritto dalle autorità civili e religiose il 31 gennaio 1632 all'interno della chiesetta di S. Abbondio di Dro. Il primo sabato di ogni mese dell'anno Dro e Ceniga si asterranno dal lavoro - pena una multa - per unirsi in processione e celebrare una messa di ringraziamento. Da qui il nome del Voto (di S. Abbondio o dei 12 Sabati).
Per leggere il testo completo del Voto, insieme alle interessanti clausole, casistiche e precisazioni contenute in esso, clicca qui.

giovedì 18 dicembre 2014

Dentro la Babbo Running di Milano


SUCCESSO STRAORDINARIO Sabato scorso a Milano si è corsa la prima tappa della quarta edizione della Babbo Running, marcia non competitiva di 5 km dal tema natalizio. E io c'ero, testimone di uno straordinario evento entrato ormai nel cuore dei milanesi.


NELLA GIORNATA PIÙ CORTA E ora subito un paradosso. La Babbo Running di Milano si è disputata nel giorno più corto che ci sia e lo stesso avverrà tra pochi giorni a Bergamo. 13 dicembre contro 21 dicembre. Cosa succede?
Astrologicamente dovrebbe avere ragione Bergamo, dove i Babbi Natale scatteranno proprio nel Solstizio d'inverno, il 21 dicembre. Milano, invece, è stata invasa dal lunghissimo serpentone natalizio a Santa Lucia (13 dicembre), tradizionalmente conosciuto come il giorno più corto che ci sia.
Avendo corso a Milano, è giusto che condivida con te una spiegazione in merito al 13 dicembre proprio in un post di Folle di corsa, sito specializzato in folklore e tradizioni. Se poi sia chi scrive sia chi legge bazzica il mondo dei runners, fatto di tempi cronometrati, intertempi, calcoli matematici, minuti e secondi, il tutto non dovrebbe rappresentare di certo un problema.
La colpa dell'enigma 13-21 dicembre è da attribuire ai 365 giorni e quasi 6 ore che creano il meccanismo dell'anno bisestile. Non fosse stato per quel quasi (11 minuti e 14 secondi in meno) il vecchio Calendario Giuliano si sarebbe rivelato un orologio perfetto. Purtroppo ogni 128 anni questa convenzione accusava un giorno di ritardo sull'astronomia. Dopo 12 secoli d'utilizzo il gap era ormai diventato intollerabile, mettendo a dura prova il calcolo della Pasqua e diffondendo detti come Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia. Così, nel 1582 papa Gregorio XIII decise di rimediare istituendo un'apposita commissione di esperti che si avvalse delle misurazioni di Copernico (morto 40 anni prima) e delle intuizioni del medico-umanista Luigi Lilio. Il risultato furono 10 giorni mai esistiti, perché si passò dal 4 al 15 ottobre del 1582. Nacque inoltre l'odierno Calendario Gregoriano, uguale al precedente ma senza 29 febbraio negli anni secolari le cui centinaia non siano divisibili per 4 (1700, 1800, 1900, 2100, ecc.). In questo modo bisognerà eliminare un giorno di troppo solamente nell'anno 4905.

domenica 14 dicembre 2014

Il (super) day-after da Folle di corsa


E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI ? Fine. Così terminano quasi tutte le fiabe. Oppure è la conclusione sottintesa in molti film di supereroi. Ecco la vittoria del buono che, dopo un epico scontro dall'esito incerto, riesce a sconfiggere il cattivo, riportare la pace, salvare il mondo e poi ... titoli di coda.
Cerca ora di immaginare cosa potrebbero nascondere quelle scritte che scivolano via lontano dallo schermo.
Ciò che succede dovrebbe essere molto simile a quanto accade, almeno per il sottoscritto, il giorno dopo di una corsa, soprattutto se strana e folkloristica come quelle presenti su Folle di corsa.

ESAGERO. FORSE. Visualizziamo nella nostra mente il probabile day-after, in due scene parallele. 
Supereroe da una parte, io (per Folle di corsa e in nome degli altri runners) dall'altra.
Medesimo scenario. 
Marciapiede all'incrocio di due strade cittadine trafficate. Una mattinata un po' grigia. Non troppo presto.
Nello strombazzare delle auto, dei motorini, degli autobus, nel via-vai dei lavoratori, studenti e turisti, alcune persone aspettano nervosamente il verde per aggredire le strisce pedonali. Ed ecco entrare i due protagonisti in questione.
Strascicano i piedi fin quasi ad inciampare, hanno una andatura goffa, pesante. Ogni tanto si lasciano andare in qualche smorfia di dolore.
Dismessi quei panni che dovrebbero farli immediatamente riconoscere per chi sono (o, almeno, per cosa vorrebbero essere), essi sono in incognito. Normali tra i normali. 

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E attendono anche loro. Un poco più distante dagli altri, con lo sguardo assente. Perso nel rosso luminoso dell'omino immobile dall'altro lato della strada, che si teletrasporta diventando verde.
I due soggetti dai noi osservati si risvegliano bruscamente, iniziando ad attraversare solo perché i pedoni davanti a loro scattano sulla zebratura. E da dietro incalzano. Anche un bradipo sarebbe più veloce. Un ubriaco riuscirebbe a mantenere un'andatura più sicura, elegante, dritta.
Sorpassati da una donna in carriera al cellulare, i due ricevono la stessa identica occhiataccia, inequivocabile nel proprio solo e unico significato. Drogato.

giovedì 4 dicembre 2014

Lettera ai krampus (e ad un lettore attento)


lettera-krampus

TEMIBILISSIMI KRAMPUS,
tra poche ore calerete in moltissimi paesi di Alto Adige, Austria, Baviera, Friuli e Veneto alla ricerca di bimbi cattivi e di chiunque altro si sia comportato male.
Sebbene mi trovi lontano dal Vostro consueto terreno di caccia, Vi invio questa lettera poiché mi aspetto, da un momento all'altro, di udire i Vostri tetri campanacci, percepire sulla nuca il Vostro diabolico fiato, sentire i colpi delle Vostre fruste.

SONO SICURO, infatti di aver attirato le Vostre terribili attenzioni a causa del mio recente post a Voi dedicato. Può darsi che l'abbiate ritenuto indegno, spavaldo, un valido motivo per porre il sottoscritto in cima ai Vostri pensieri. In tal caso, Vi chiedo umilmente scusa.
Sicuramente, nella Vostra secolare (se non millenaria) esperienza, sarete andati più a fondo, scandagliando parola per parola, bit per bit questo mio blog aperto da pochi mesi.
Di certo, miei oscuri krampus, merito la Vostra furiosa condanna solo per ardire, tra pochi giorni, di impersonare sportivamente la versione profana di quel San Nicolò che ogni 5 dicembre accompagnate nella Sua opera di premio o ammonimento.
E le Vostre sferzate, intemperanze e macchie di carbone, cenere o grasso le avrò guadagnate anche in altro modo. Perché sarete Voi i giusti vendicatori delle splendide e antiche manifestazioni che spero di non aver banalizzato, travisato, vituperato inserendole in questo mio blog che ha la pretesa di unire sport e tradizione. Non vi dimenticherete, inoltre, di rinfacciarmi correttamente tutti i miei altri errori, sviste, mancanze e giochi di parole.
Eppure, prima che il Vostro castigo si abbatta sopra di me, vorrei provare a difendermi, o almeno giustificare davanti a Voi il mio operato. 

martedì 2 dicembre 2014

Krampus, o non krampus, nessun dilemma. Corri.


UNA TRADIZIONE DA FAR SPAVENTO La sera del 5 dicembre l'arco alpino di cultura tedesca (Alto Adige, Austria, Baviera, parte di Friuli e Veneto) sarà invaso dai diabolici krampus, terribili accompagnatori di San Nicolò.
Queste creature, a dir poco rudi, si lanciano all'inseguimento di chiunque reputino troppo spavaldo o poco pentito per il comportamento tenuto durante l'anno. Inutile dirti che il tutto si trasforma in una folle corsa tra krampus e non krampus.


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